Martedì 20 gennaio, la Basilica del Corpus Domini a Milano accoglierà il rito funebre per commemorare Tony Dallara, figura imprescindibile del panorama musicale italiano tra gli anni Cinquanta e Sessanta, scomparso all’età di 89 anni.
La notizia, diffusa dalla figlia Natasha Lardera, segna la conclusione di una carriera intensa e formativa, costellata di successi che hanno contribuito a definire l’identità della musica leggera del dopoguerra.
Tony Dallara, al secolo Antonio Dallara, non fu solamente un cantante; fu un autentico pioniere, un innovatore che seppe coniugare melodie tradizionali italiane con influenze provenienti dalla musica americana, in particolare dal jazz e dal rhythm and blues.
La sua voce, riconoscibile e potente, si è fatta portavoce di un’epoca di grandi trasformazioni sociali e culturali, raccontando storie d’amore, di speranze e di disillusioni con un linguaggio diretto e accessibile al grande pubblico.
La sua discografia, ricca di classici intramontabili come “Ginestrella”, “Moon Love” e “Che vuoi”, testimonia la sua straordinaria capacità di interpretare e di interpretare i sentimenti di un’intera generazione.
Dallara fu anche un autore prolifico, scrivendo molte delle sue canzoni e collaborando con altri compositori per creare un repertorio variegato e di grande impatto emotivo.
La sua influenza si estese anche al di là dei confini italiani, con numerose partecipazioni a festival internazionali e collaborazioni con artisti di spicco.
La camera ardente sarà allestita presso la casa funeraria San Siro, in Via Corelli 120, a partire da domenica 18 gennaio, dalle ore 8:00 alle 18:00, e proseguirà lunedì 19 gennaio, nello stesso orario.
Questo spazio offrirà ai tanti ammiratori, colleghi e amici l’opportunità di rendere omaggio a un artista che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana, un testimone privilegiato di un’epoca che non può essere dimenticata.
La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per il mondo dello spettacolo e per la cultura nazionale, un vuoto che difficilmente potrà essere colmato.




