Industria Lombarda: Resilienza, Sfide e Digitalizzazione nel 2025

L’industria manifatturiera lombarda, un ecosistema composto da circa 93.000 imprese, rivela una resilienza notevole nonostante un contesto economico globale in evoluzione rapida.

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I primi nove mesi del 2025 delineano un quadro di stabilità, con sette aziende su dieci che registrano un fatturato in crescita o stabile, un dato che rispecchia la tenuta del tessuto produttivo nazionale.

L’aderenza agli obiettivi prefissati appare altrettanto solida, con quasi sei aziende su dieci che mantengono una traiettoria coerente, suggerendo una gestione strategica efficace.
L’Osservatorio Mecspe, elaborato da Nomisma, sottolinea anche un incremento del grado di soddisfazione aziendale: un significativo 30% delle imprese lombarde percepisce l’andamento come “alto” o “molto alto”, un dato che indica una percezione positiva della performance aziendale.
La capacità di rispondere alla domanda di mercato si manifesta nella valutazione del portafoglio ordini, con circa un quarto delle aziende che lo giudica adeguato o superiore alle aspettative, un indicatore chiave di potenziale crescita futura.
Lo sguardo rivolto al futuro, tuttavia, non è privo di incognite.
Nonostante l’ottimismo di quasi due aziende su dieci, che esprimono una fiducia elevata nel mercato per il biennio 2026-2027, la maggioranza (poco più della metà) adotta un approccio cauto, evidenziando la consapevolezza delle sfide emergenti.

Queste sfide includono la progressiva conclusione del Piano Transizione 5.0, con il potenziale impatto sulle agevolazioni e gli incentivi, l’introduzione di nuove barriere tariffarie a livello internazionale che potrebbero limitare l’accesso ai mercati esteri, e, soprattutto, la persistente difficoltà nel reperire figure professionali qualificate, un collo di bottiglia che rischia di frenare la crescita e l’innovazione.

La carenza di personale specializzato, ormai una problematica strutturale per il settore, si manifesta in Lombardia con quasi la metà delle aziende che segnala difficoltà nel reperimento delle risorse umane, evidenziando non solo una lacuna quantitativa, ma anche una carenza di competenze specifiche.
Questa situazione richiede un’azione concertata tra istituzioni, imprese e sistema formativo, finalizzata a promuovere la riqualificazione professionale e l’attrazione di nuovi talenti.

Un elemento di forte positività emerge dal fronte della digitalizzazione, dove il quadro appare significativamente più incoraggiante.

Circa sei aziende su dieci in Lombardia dichiarano di aver raggiunto un buon livello di maturità digitale, o addirittura di essere altamente digitalizzate, un risultato che conferma la capacità del tessuto industriale lombardo di abbracciare le nuove tecnologie e di cogliere le opportunità offerte dalla trasformazione digitale.
Questo percorso di innovazione è sostenuto da un adeguato livello di competenze interne, con oltre otto aziende su dieci che si dichiarano soddisfatte delle capacità del proprio personale in ambito tecnologico.

Il Piano Transizione 5.0, pur giungendo alla sua conclusione, ha dunque contribuito a posizionare le aziende lombarde in una fase avanzata del processo di trasformazione digitale, gettando le basi per una crescita sostenibile e competitiva nel lungo periodo.

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