venerdì 29 Agosto 2025
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Oltrepò Pavese: Commissario straordinario per salvare la cooperativa Terre d’Oltrepò

La filiera vitivinicola lombarda, un settore cruciale per l’economia e l’identità del territorio, affronta una fase di profonda riorganizzazione con la nomina di Luigi Zincone a commissario straordinario per la cooperativa Terre d’Oltrepò.

La decisione, comunicata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), si configura come intervento urgente volto a scongiurare la liquidazione dell’azienda e a preservare un patrimonio agroalimentare di rilevanza nazionale.
Terre d’Oltrepò, nata nel 2008 dalla complessa aggregazione tra la Cantina Sociale Intercomunale di Broni e la Cantina di Casteggio, entrambe situate nel cuore dell’Oltrepò Pavese, si trova ad affrontare una crisi sistemica.
L’ispezione ministeriale, protrattasi fino al 31 luglio, ha rivelato un quadro preoccupante, caratterizzato da un deterioramento delle performance economiche, aggravate da tensioni interne e dalla pressante imminenza della vendemmia, un momento cruciale per la sopravvivenza di qualsiasi azienda vinicola.
La crisi ha portato al collasso del precedente consiglio di amministrazione, rendendo impossibile l’elezione di un nuovo organo di governance.

La nomina di un commissario straordinario, figura con ampi poteri decisionali, si rivela quindi essenziale per navigare le acque tempestose che minacciano la cooperativa.

Questo intervento governativo non è una misura isolata, ma si inserisce in una più ampia riflessione sulla fragilità delle strutture cooperative nel settore vitivinicolo, spesso esposte a dinamiche di mercato complesse e a problematiche legate alla governance e alla gestione del rischio.
Il sindacato Uila-Uil di Pavia, attraverso la voce del suo rappresentante Massimo Marangon, aveva espresso in precedenza l’urgenza di questa soluzione, sottolineando la necessità di evitare la dispersione di un’azienda che impiega un numero significativo di lavoratori e che rappresenta un volano per l’indotto locale.
La nomina di Zincone segna dunque un primo passo concreto verso la riqualificazione dell’azienda e la garanzia della raccolta delle uve, salvaguardando un’attività vitale per l’approvvigionamento del mercato.

L’incarico del commissario straordinario non si limita alla mera gestione dell’emergenza, ma implica un’analisi approfondita delle cause profonde della crisi, con l’obiettivo di definire un piano di risanamento strutturale che tenga conto delle specificità del territorio e delle esigenze dei soci.
Si tratta di un’opportunità per ripensare il modello cooperativo nel settore vitivinicolo, promuovendo pratiche di governance trasparente, sostenibile e orientata al valore aggiunto per tutti gli stakeholder.

Il futuro della cooperativa Terre d’Oltrepò, e con esso quello di un’intera filiera agroalimentare, è ora nelle mani di un soggetto delegato a operare con tempestività e competenza, affiancato dal monitoraggio costante delle istituzioni e dalla collaborazione di tutti gli attori coinvolti.

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