Il Como affronta il Pisa, in un incontro che segna l’inizio del nuovo anno solare e la 19ª giornata di Serie A, con il ritorno in campo di Diego Carlos, espirata la squalifica incorsa contro l’Udinese.
La squadra lariana, guidata dal tecnico Fabregas, si presenta a questa sfida animata da un ottimismo palpabile, frutto di due vittorie consecutive che hanno rafforzato la sua posizione in classifica, ora al sesto posto.
La prestazione convincente contro Lecce e Udinese ha non solo consolidato la propria competitività, ma ha anche ampliato il divario di tre punti dal Bologna, che ha subito una battuta d’arresto contro l’Inter.
La Juventus e la Roma, entrambe sconfitte nell’ultima giornata, restano a breve distanza, rendendo la lotta per la qualificazione europea particolarmente accesa.
L’organico bluceleste, caratterizzato da un approccio pragmatico e un’organizzazione tattica solida, si appresta a confrontarsi con un Pisa che, pur affrontando una stagione con obiettivi modesti, rappresenta comunque un avversario temibile per la sua capacità di rendere difficile la vita alle avversarie casalinghe.
La chiave del Como risiede nella capacità di esprimere fluidità di gioco e sfruttare al meglio le ripartenze, elementi che hanno contraddistinto le recenti performance.
In attacco, si prevede il ritorno in formazione titolare di Nico Paz, l’attaccante argentino che ha superato i fastidi muscolari che lo avevano tenuto lontano dal campo.
La sua presenza garantisce maggiore imprevedibilità e potenziale offensivo, in grado di sbloccare le difese avversarie.
Paz, con la sua tecnica raffinata e la capacità di inserirsi alle spalle dei difensori, rappresenta un’arma preziosa nel repertorio offensivo del Como.
Parallelamente alla preparazione atletica e alla definizione degli schemi di gioco, il club ha finalizzato una cessione significativa: Marco Sala è stato acquistato a titolo definitivo dall’Avellino.
Il difensore, protagonista indiscusso nella promozione dalla Serie B nella stagione 2023-2024 con 29 presenze, lascia il Como dopo due anni di militanza, durante i quali ha collezionato 38 capolavori.
La sua partenza segna un punto di transizione per la retroguardia lariana, che dovrà trovare nuovi equilibri e soluzioni per mantenere la solidità difensiva.
La cessione, pur mal digerita dai tifosi affezionati, è parte integrante della politica di gestione delle risorse umane del club, volto a bilanciare le esigenze sportive con quelle finanziarie.
La sua esperienza e professionalità saranno sicuramente un valore aggiunto per l’Avellino, mentre il Como dovrà continuare a investire nella crescita di giovani talenti e nell’affinamento del proprio gioco.

