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Gasperini, addio Atalanta: un mosaico di emozioni e striscioni.

L’accoglienza al Olimpico, e successivamente a Bergamo, si è dipanata come un complesso mosaico di emozioni contrastanti, un’ode malinconica e rispettosa per Gian Piero Gasperini, figura imprescindibile nella recente storia calcistica dell’Atalanta.

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La sua cessione, culminata nell’assunzione della guida tecnica della Roma, ha scatenato un’inattesa ondata di sentimento, espressa in maniera tangibile attraverso gli striscioni eretti dai tifosi orobici.
La Curva Sud Morosini ha dato il via a questa vibrante manifestazione, con un primo cartello che, con una punta di amarezza, invitava alla valutazione complessiva di un percorso, sottolineando con l’amaro retrogusto di una conclusione inaspettata: “Una bella storia si giudica anche dal finale: peccato”.

Le parole, tracciate con i colori giallo e nero, evocavano la sensazione di una promessa non mantenuta, di un capitolo chiuso prematuramente.

Poco distante, uno striscione quadrato, rimasto visibile per l’intera prima parte di gioco, rievocava un momento di profonda commozione: “Coi tuoi 9 anni ancora negli occhi”.
Questo riferimento, velato di mistero, suggeriva un legame profondo tra il tecnico e la tifoseria, forse legato a un evento significativo accaduto durante i suoi anni trascorsi a Bergamo, creando un’atmosfera di nostalgia e affetto.

La Curva Nord Pisani, infine, ha espresso il tributo più elaborato e sentito.

Uno striscione diviso in tre sezioni, introdotto dal coro appassionato di “Gasperini alé”, rendeva omaggio a un decennio di successi ineguagliabili: “Un decennio di gloria scolpito nella nostra storia”.
Le parole, cariche di significato, riconoscevano il ruolo fondamentale di Gasperini nella costruzione di una squadra capace di competere ai massimi livelli, elevando l’Atalanta a protagonista assoluto del panorama calcistico italiano ed europeo.
Il riferimento alla vittoria dell’Europa League di Dublino, con il netto 3-0 inflitto al Bayer Leverkusen, sigillava un’era di trionfi indimenticabili, consacrando Gasperini come un’icona indiscussa di Bergamo, un simbolo di resilienza, innovazione tattica e spirito combattivo che ha lasciato un segno indelebile nel cuore dei tifosi orobici, nonostante il suo passaggio sulla panchina giallorossa.

Il messaggio finale, con l’augurio di un “bentornato” affettuoso, testimiava un legame emotivo profondo e duraturo, al di là delle scelte professionali e delle rivalità calcistiche.

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