L’anticipazione del confronto domenicale contro il Bologna a San Siro proietta l’Inter in un momento di cruciale definizione tattica.
La squadra di Inzaghi si presenta con un’architettura solida, delineata da una ricerca costante di equilibrio tra difesa e propulsione offensiva.
Sommer, baluardo tra i pali, sarà protetto da una retroguardia a tre che, seppur soggetta a continue valutazioni in ottica di miglioramento, sembra aver trovato una sua ragion d’essere.
La linea difensiva, con Bisseck, Akanji e Bastoni, dovrà interpretare al meglio le dinamiche di un Bologna aggressivo, capace di variare i moduli e di imporre ritmi elevati.
Le fasce, affidate a Luis Henrique e Dimarco, non saranno semplici ali, ma elementi di un’azione corale, chiamati a fornire supporto sia in fase difensiva, raddoppiando sui terzini emiliani, sia in quella offensiva, offrendo ampie soluzioni per l’inserimento dei compagni.
Il cuore pulsante dell’Inter sarà il trio di centrocampo, composto da Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan. Barella, motore inesauribile, dovrà gestire i ritmi e recuperare palloni, mentre Calhanoglu, fulcro del gioco, dovrà dettare tempi e impostare l’azione.
Mkhitaryan, infine, apporterà creatività e imprevedibilità, agendo come un punto di riferimento per i movimenti delle punte.
In avanti, l’attacco sarà guidato da Lautaro Martinez, capitano e simbolo della squadra, affiancato da Thuram, chiamato a interpretare un ruolo di movimento e a sfruttare al meglio le occasioni create dai compagni.
Un segnale incoraggiante proviene dal fronte degli infortunati: il rientro di Francesco Acerbi rappresenta un valore aggiunto significativo.
Il difensore, assente dal 9 dicembre a causa del problema fisico riscontrato nell’incontro con il Liverpool, difficilmente sarà impiegato da subito, ma la sua semplice inclusione nella lista dei convocati è un’iniezione di fiducia.
Questo recupero si rivela particolarmente importante considerando l’intensità del mese di gennaio, caratterizzato da un calendario fitto di impegni, otto partite in meno di un mese tra Serie A e Champions League, che metterà a dura prova le forze e richiederà una gestione oculata della rosa.
La profondità del gruppo si rivelerà quindi determinante per affrontare al meglio questo periodo cruciale della stagione, in cui l’Inter dovrà dimostrare di avere le risorse mentali e fisiche per mantenere il proprio posizionamento in classifica e continuare a coltivare le ambizioni europee.




