La vicenda del bar Le Constellation, epicentro della tragica frana di Crans-Montana, continua a interrogare la comunità svizzera e francese, con un nuovo capitolo dedicato all’audizione dei proprietari, Jacques e Jessica Moretti.
L’inchiesta, incagliata tra il dolore e la ricerca della verità, si concentra ora su un esame più approfondito della loro situazione personale, un approccio che, pur sollevando interrogativi, mira a delineare un quadro più completo delle responsabilità in questa catastrofe.
L’indagine, che vede i Moretti indagati per incendio, lesioni e omicidio colposo, si muove in una fase delicata.
L’attenzione degli investigatori non si limita esclusivamente alla ricostruzione dell’evento stesso – l’incendio scatenato dalla frana – ma si estende a fattori pregressi, possibili negligenze strutturali e, più in generale, a dinamiche che potrebbero aver contribuito all’entità della tragedia.
Si tratta di un’indagine complessa, che deve confrontarsi con la vastità del danno umano e materiale, e con la necessità di stabilire con certezza le cause che hanno portato al collasso di un edificio ritenuto sicuro.
La presenza degli avvocati delle vittime durante l’audizione dei Moretti sottolinea l’importanza che le loro famiglie attribuiscono a questa fase processuale.
La richiesta di custodia cautelare avanzata dall’avvocato Sébastien Fanti, difensore di numerose famiglie colpite dal lutto, riflette la forte richiesta di giustizia e la necessità di garantire che i responsabili siano chiamati a rispondere delle loro azioni.
Questa richiesta si fonda sulla convinzione che i Moretti, in qualche modo, abbiano contribuito alla gravità della situazione, attraverso possibili mancate verifiche, trascuratezza nella manutenzione o altre irregolarità.
L’ascolto di una delle cameriere sopravvissute, previsto per il pomeriggio, rappresenta un tassello cruciale per ricostruire la cronologia degli eventi e comprendere meglio le condizioni di sicurezza del bar Le Constellation prima della frana.
La testimonianza di un testimone diretto, immerso nella routine quotidiana del locale, potrebbe rivelare dettagli importanti e offrire una prospettiva interna preziosa per gli investigatori.
Il bilancio delle vittime, con nove cittadini francesi tra i quarant’individui deceduti e ventitré feriti, evidenzia la portata transnazionale della tragedia.
La giovane età della vittima più giovane, Noa, quattordicenne, aggiunge un’ulteriore dimensione di dolore e commozione, ricordando la fragilità della vita e l’impatto devastante di una catastrofe che ha colpito persone di ogni età e provenienza.
La ricostruzione e il ricordo di queste vite perdute rappresentano un imperativo morale, oltre che una parte essenziale del processo di giustizia.





