Yves Boisset, il regista considerato per lungo tempo l’uomo che si vantava apertamente di essere stato l’artista più censurato della Francia, ha lasciato questa vita oggi a 86 anni all’interno della clinica franco-britannica situata nella località di Levallois-Perret dopo essere stato ricoverato per alcuni giorni. Una sua esistenza tutt’altro che priva di difficoltà e ostacoli, soprattutto a causa delle pressioni incessanti provenienti dal mondo del cinema francese che si era espresso in più occasioni con estremo disappunto.Boisset nacque il 14 marzo del 1939 all’interno della capitale francese ed ebbe la sua prima esperienza nel mondo cinematografico nella stagione sessanta quando esordì come regista lavorando al fianco di un noto sceneggiatore per il film “Pleins feux sur le village”. Con il passare degli anni, tuttavia, la sua carriera si trovò progressivamente a languire e venne accusato di aver rilasciato opere non all’altezza delle sue vere potenzialità.Le sue memorie iniziarono a prendere forma con l’autobiografia “La vita è una scelta” pubblicata nel 2011 che costituisce un vero e proprio atto d’accusa nei confronti del mondo cinematografico francese degli anni settanta. Boisset accusava le case di produzione francesi di aver influito pesantemente nelle scelte dei registi, affermando che i realizzatori dovevano lavorare per essere “in vena” della politica, altrimenti non avrebbero potuto ottenere un finanziamento.
Morto Yves Boisset, l’artista più censurato della Francia
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