Un episodio allarmante ha scosso la comunità di Casamicciola Terme, dove quattro giovani studenti si sono presentati con sintomi acuti e improvvisi dopo aver consumato acqua minerale in bottiglia, apparentemente conforme agli standard di sicurezza.
La vicenda, che ha immediatamente generato preoccupazione e sollevato interrogativi sulla potenziale contaminazione alimentare, ha portato al ricovero dei ragazzi presso l’ospedale Anna Rizzoli di Lacco Ameno.
La gravità della situazione ha richiesto un protocollo di intervento rapido e rigoroso.
Tre degli studenti, manifestando quadri clinici che suggerivano una sospetta intossicazione, sono stati collocati nel reparto di Osservazione Breve Intensiva, dove sono stati monitorati costantemente per 24 ore.
La quarta ragazza, pur avendo assaggiato l’acqua in quantità limitata, è stata trattenuta per precauzione, evidenziando l’approccio cauto adottato dai medici per escludere qualsiasi rischio di sviluppi futuri.
Fortunatamente, le condizioni generali di tutti i coinvolti appaiono ora stabili e non destano particolare allarme, pur richiedendo un’analisi approfondita delle cause.
L’evento ha immediatamente innescato un’indagine condotta dai Carabinieri di Casamicciola Terme.
L’obiettivo primario è la ricostruzione meticolosa della catena degli eventi, dall’acquisto del prodotto all’insorgenza dei malori.
Questo include l’interrogatorio dei genitori degli studenti per delineare con precisione i dettagli dell’acquisto, il luogo di consumo e le eventuali circostanze particolari che potrebbero aver contribuito all’accaduto.
Le bottiglie di acqua ancora in possesso delle ragazze sono state sequestrate come prova cruciale per le successive analisi.
Parallelamente, il Centro di Prevenzione dell’Asl Napoli 2 Nord ha attivato un’indagine parallela volta a tracciare il numero di lotto specifico dell’acqua coinvolta.
Questa operazione è fondamentale per identificare l’intera partita di acqua minerale e valutare la necessità di misure precauzionali a livello commerciale, con l’obiettivo di prevenire ulteriori rischi per la popolazione.
Il materiale sequestrato è stato sigillato e sarà sottoposto a rigorose analisi di laboratorio, mirate a identificare eventuali contaminanti chimici o biologici che potrebbero aver causato i malori.
Un elemento chiave dell’indagine è rappresentato dagli accertamenti tossicologici, che mirano a chiarire con certezza le cause dell’intossicazione.
Questi esami approfonditi consentiranno di escludere o confermare la presenza di sostanze nocive e di determinarne la concentrazione, fornendo elementi cruciali per stabilire se l’episodio sia stato un evento isolato o se indichi un problema sistemico legato alla produzione o alla distribuzione dell’acqua minerale.
L’attenzione è ora focalizzata sulla ricerca di potenziali fonti di contaminazione, che potrebbero derivare da errori nella fase di imbottigliamento, dalla presenza di agenti patogeni nell’ambiente di prelievo o da problemi legati al trasporto e alla conservazione del prodotto.







