Francesco Paolo Casavola, figura di spicco nel panorama giuridico e intellettuale italiano, si è spento nella notte scorsa, lasciando un vuoto significativo.
Nato nel 1931, Casavola incarna un percorso professionale esemplare, intessuto di rigore accademico, impegno istituzionale e profonda riflessione etica.
La sua carriera universitaria, profondamente radicata nell’approfondimento del diritto romano, lo ha visto ordinario di Istituzioni di Diritto Romano presso l’Università Federico II di Napoli, un Ateneo con una tradizione giuridica secolare.
La sua capacità di interpretare e reinterpretare i principi del diritto romano, adattandoli alle sfide del mondo contemporaneo, lo ha reso un punto di riferimento per generazioni di studenti e studiosi.
L’esperienza di direzione della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II, ricoperta dal 1983 al 1986, testimonia la sua leadership e la sua capacità di guidare un importante centro di formazione giuridica.
L’elevazione al ruolo di giudice costituzionale nel 1986 rappresenta un riconoscimento della sua impeccabile preparazione e della sua profonda conoscenza dei principi fondamentali che regolano l’ordinamento giuridico italiano.
La presidenza della Corte Costituzionale, carica prestigiosa assunta l’11 novembre 1992, e durata fino al 1995, lo ha visto operare in un periodo cruciale per la Repubblica, segnato da profonde trasformazioni politiche e sociali.
La sua attività in seno alla Corte ha contribuito a consolidare l’importanza del controllo di costituzionalità e a rafforzare il ruolo della Corte come garante dei diritti fondamentali.
L’impegno di Casavola non si è limitato all’ambito giuridico.
La sua nomina a presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica nel 2006 rivela una sensibilità particolare verso le questioni etiche complesse che emergono dai progressi della scienza e della tecnologia.
In un’epoca di rapide innovazioni nel campo della medicina e delle biotecnologie, il suo contributo al dibattito etico è stato fondamentale per orientare le scelte politiche e sociali.
Il suo mandato alla presidenza dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani, dal 1998 al 2009, ha consolidato il suo ruolo di intellettuale di riferimento, custode e promotore del sapere e della cultura italiana.
Francesco Paolo Casavola ha lasciato un’eredità intellettuale e istituzionale di straordinaria importanza, caratterizzata da un profondo senso del dovere, una rigorosa coerenza etica e un instancabile impegno per la difesa dei valori della Repubblica.
Il 12 gennaio avrebbe compiuto novantacinque anni, un traguardo che testimonia una vita dedicata al servizio del diritto, della cultura e della società.
La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile nel mondo accademico, giuridico e culturale italiano.






