A seguito di problematiche strutturali e persistenti disfunzioni del sistema informatico denominato APP 2.0, sviluppato e gestito dal Ministero della Giustizia per il deposito telematico degli atti nel processo penale, è stata disposta una sospensione temporanea dell’obbligatorietà del suo utilizzo.
La decisione, formalizzata e convalidata attraverso un atto unitario sottoscritto dal Procuratore Generale della Repubblica presso la Corte d’Appello di Napoli, Aldo Policastro, e da tutti i Procuratori della Repubblica operanti nel distretto, riflette una necessità impellente di garantire la continuità e l’efficienza dell’amministrazione della giustizia.
Questo provvedimento, con validità estesa fino al 30 giugno 2026, interessa specificamente una serie di procedure cruciali per l’operatività del sistema giudiziario penale.
Tra queste, spiccano le iscrizioni urgenti di notizie di reato, che richiedono una tempestiva avvio delle indagini; il giudizio direttissimo, un rito accelerato per reati gravi; le richieste di misure cautelari, volte a prevenire ulteriori reati; le convalide di arresti e sequestri, essenziali per la legittimità delle azioni di polizia giudiziaria; le procedure di riesame, che tutelano il diritto di impugnazione; le attività connesse alle intercettazioni, che richiedono rigore e precisione; e la produzione documentale del Pubblico Ministero durante il dibattimento, elemento fondamentale per la corretta istruttoria del processo.
La decisione non è concepita come un arretramento nella direzione della digitalizzazione del processo penale, ma piuttosto come un’applicazione mirata di un principio cardine: la garanzia del diritto alla giustizia.
Il sistema APP 2.0, pur rappresentando un’innovazione tecnologica potenzialmente utile, ha manifestato lacune significative che hanno compromesso la regolarità e la tempestività dei procedimenti, alimentando ritardi e incertezze.
L’atto in questione è quindi espressione di una valutazione pragmatica, volta a prevenire che criticità tecniche possano ostacolare l’esercizio di funzioni essenziali, tutelando al contempo i diritti delle parti coinvolte e preservando l’immagine della magistratura.
Il Procuratore Generale Aldo Policastro ha sottolineato come la priorità assoluta sia garantire la stabilità, l’efficienza e la legalità dell’azione giudiziaria, evitando che problematiche informatiche possano rallentare o compromettere procedimenti particolarmente urgenti e delicati.
La sospensione dell’obbligo del deposito telematico, limitata alle aree ancora affette da disfunzioni, si configura quindi come un intervento correttivo temporaneo, necessario per scongiurare conseguenze negative sul processo.
La collaborazione tra i Tribunali del distretto, l’Avvocatura e il Ministero della Giustizia rimane un punto chiave per il futuro.
L’impegno è quello di lavorare sinergicamente per risolvere le criticità attuali e per sviluppare un sistema informatico veramente affidabile e integrato, capace di supportare pienamente il processo penale telematico, nel rispetto delle garanzie costituzionali e dei principi fondamentali del giusto processo.
L’obiettivo finale è un sistema che non solo semplifichi le procedure, ma che anche rafforzi la fiducia dei cittadini nella giustizia.







