Calzaturiero italiano: stabilizzazione fragile, speranze per il 2026

Il settore calzaturiero italiano, pilastro dell’economia nazionale, naviga in acque ancora agitate, ma segna un percorso di stabilizzazione in un contesto globale che fatica a lasciarsi alle spalle le incertezze.
L’analisi congiunturale, elaborata dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda per Assocalzaturifici, rivela che i primi nove mesi del 2025, pur mantenendo un territorio negativo in termini di fatturato (-4,1% per le aziende associate nel periodo gennaio-settembre 2024), mostrano un significativo alleggerimento della contrazione.
La ripresa più marcata si manifesta nel terzo trimestre, con un calo del fatturato del solo -0,9%, un risultato che contrasta con le pesanti perdite subite nei mesi precedenti, suggerendo una possibile inversione di tendenza.
Il panorama regionale presenta però un quadro più variegato.

La Campania, importante polo produttivo, registra una contrazione dell’export di calzature e componentistica pari all’11,9% rispetto allo stesso periodo del 2024.

Le principali destinazioni, che assorbono il 60% delle esportazioni campane, evidenziano andamenti divergenti: la Francia (-14,7%) e la Svizzera (-11,7%) subiscono cali rilevanti, mentre la Germania mostra una resilienza positiva (+3,1%).
Gli Stati Uniti, pur in negativo (-6,3%), rappresentano un mercato cruciale, mentre la Slovacchia manifesta una performance particolarmente debole (-38,3%).

La Russia, tradizionalmente un mercato di riferimento, registra una perdita significativa (-26,4%), riflettendo le attuali tensioni geopolitiche.
L’andamento del tessuto produttivo campano si riflette in una diminuzione del numero di imprese attive (calzaturifici e produttori di componenti), con una perdita di 5 aziende rispetto al 2024.
Questa contrazione è accompagnata da una riduzione del personale (-86 addetti), indicando una contrazione, seppur moderata, dell’occupazione.
Nonostante la diminuzione tendenziale del -14,2% nelle ore di cassa integrazione autorizzate dall’INPS rispetto al 2024, il numero di ore erogate (circa 4,7 milioni) rimane elevato, superando i livelli pre-pandemici del 2019 e suggerendo una certa fragilità strutturale del settore.
A livello nazionale, la situazione rimane complessa e non esclude difficoltà anche tra le aziende di eccellenza.
Tuttavia, i dati del terzo trimestre, con una contrazione del fatturato del -0,9%, alimentano la speranza di una graduale ripresa.

“Nonostante la persistenza di scenari geopolitici incerti,” afferma Giovanna Ceolini, Presidente di Assocalzaturifici, “la capacità delle nostre aziende di consolidare la presenza sui mercati europei e di intercettare le opportunità emergenti nel Medio Oriente si rivela determinante per affrontare il 2026.
” La previsione di un fatturato nazionale in chiusura d’anno di 12,8 miliardi di euro, con una diminuzione del -3,1% rispetto al 2024, conferma la notevole resilienza del *Made in Italy*, testimoniando la capacità del settore di adattarsi e innovare in un contesto di profonda trasformazione economica e sociale, e di preservare il valore distintivo dell’artigianato e dell’eccellenza italiana nel mondo.
L’attenzione strategica dovrà concentrarsi sulla sostenibilità, l’innovazione tecnologica e lo sviluppo di nuovi modelli di business per garantire la competitività nel lungo termine.

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