L’ombra del Capodanno si allunga sulla Campania, non più segnata dai tradizionali, seppur illegali, fuochi d’artificio, ma da una minaccia emergente e di portata ben più grave: l’utilizzo di ordigni improvvisati, veri e propri esplosivi artigianali capaci di causare ferite gravissime e decessi.
L’allarme, lanciato dai Carabinieri di Napoli con il supporto dei loro artificieri, rivela un quadro preoccupante, frutto di sequestri recenti e di un’evoluzione inquietante nella produzione e nell’utilizzo di questi dispositivi.
La denominazione “bomba carta”, un tempo indicativa di un’entità rudimentale, appare oggi inadeguata a descrivere la pericolosità reale di questi ordigni.
L’incremento nella loro potenza è dovuto a una serie di fattori, tra cui l’impiego di contenitori in plastica, che amplificano la forza della detonazione e ne aumentano la resistenza agli urti.
Questi elementi, combinati con una quantità di miscela esplosiva che può raggiungere i 300 grammi, rendono gli ordigni particolarmente insidiosi, rappresentando un pericolo sia per via delle schegge proiettate, sia a causa dell’impatto acustico devastante.
Il rumore, oltre a provocare danni all’udito, può generare stress post-traumatico e innescare reazioni pericolose in soggetti vulnerabili.
Le operazioni di prevenzione e contrasto hanno portato a sequestri significativi.
Un episodio emblematico è avvenuto a Pollena Trocchia, dove un giovane è stato arrestato per aver occultato 21 chilogrammi di materiale pirotecnico in un negozio di frutta.
Questa quantità considerevole testimonia la capacità di organizzazione e la disponibilità di risorse messe in atto per la produzione e la distribuzione illegale.
A Cimitile, invece, è stata sospesa un’attività commerciale nonostante la presenza di una licenza, evidenziando una carenza nella verifica e nel controllo delle attività legate alla vendita di articoli pirotecnici.
Il sequestro di 2.563 fuochi d’artificio, con una massa attiva complessiva di 205 chili, sottolinea la portata del mercato nero in questo settore.
La situazione richiede un approccio multidisciplinare e un rafforzamento della collaborazione tra le forze dell’ordine, gli enti locali e le autorità giudiziarie.
Non è sufficiente limitarsi all’azione repressiva; è necessario implementare strategie di prevenzione, sensibilizzazione e educazione rivolte soprattutto ai giovani, per contrastare la cultura della legalità e promuovere comportamenti responsabili.
La complessità del fenomeno implica anche un’analisi delle cause profonde che spingono verso la produzione e l’utilizzo di questi ordigni, che spesso sono legati a dinamiche sociali e a forme di disagio giovanile.
L’obiettivo è garantire un Capodanno sicuro e pacifico, preservando l’incolumità pubblica e tutelando il patrimonio culturale e ambientale del territorio.







