La strada provinciale 88, cruciale arteria di collegamento per le comunità dell’irpinia interna, è stata temporaneamente interrotta al transito per un periodo di un mese, a seguito di un significativo movimento franoso verificatosi nel territorio comunale di Contrada, in provincia di Avellino.
La decisione, assunta a conclusione di un tavolo tecnico convokedato in prefettura, risponde a un’urgente necessità di garantire la sicurezza pubblica e consentire interventi strutturali.
L’evento, innescatosi nel pomeriggio di sabato scorso, ha provocato un cedimento del manto stradale di dimensioni notevoli, con una profondità che supera i tre metri.
L’ipotesi più accreditata, al momento, è che il cedimento sia il risultato di infiltrazioni idriche sotterranee, che hanno progressivamente eroso il terreno di fondazione, compromettendo la stabilità della piattaforma stradale.
L’acqua, agendo come agente disgregante, ha creato una sorta di “caverna” sotto la strada, rendendola insostenibile.
La SP 88 non rappresenta una semplice via di comunicazione, ma un elemento vitale per la mobilità e l’economia della zona.
È l’unica via di accesso, per molti residenti, al capoluogo di Avellino e ai comuni limitrofi di Monteforte Irpino, Forino e Aiello del Sabato, garantendo collegamenti essenziali per lavoro, studio e servizi.
Immediatamente dopo l’emergenza, tecnici provinciali e del Consorzio Alto Calore hanno effettuato sopralluoghi per valutare i danni e tentare interventi di emergenza volti a mettere in sicurezza la zona.
Tuttavia, l’entità del movimento franoso ha reso evidente la necessità di interventi più radicali, che richiedono una chiusura temporanea per poter essere eseguiti in sicurezza.
I lavori di somma urgenza previsti includono un sistema di palificazione, progettato per consolidare il terreno e impedire ulteriori cedimenti.
La definizione di un percorso alternativo per la viabilità di collegamento si è rivelata una sfida complessa.
Le strade alternative, spesso caratterizzate da tratti sterrati e interpoderali, non sono state in grado di assorbire completamente il flusso di traffico, generando disagi significativi.
La situazione ha comportato ripercussioni immediate anche sui servizi di trasporto pubblico locale; i bus di Air Campania non sono riusciti a raggiungere le fermate previste, lasciando senza mezzi i pendolari studenti, mentre due autobotti, cariche di prodotti lattiero-caseari, sono rimaste bloccate sul versante del Monte Faliesi, evidenziando le difficoltà logistiche e le potenziali ripercussioni sull’approvvigionamento alimentare della zona.
La situazione sottolinea la fragilità infrastrutturale di aree montane, particolarmente vulnerabili ai cambiamenti climatici e agli eventi meteorologici estremi.








