Pompei piange Carmine Lo Sapio: un sindaco indimenticabile

Un velo di commozione e un’onda di partecipazione popolare hanno investito Pompei, trasformando il Santuario della Beata Vergine in un palcoscenico di cordoglio e memoria per l’addio a Carmine Lo Sapio, stimato sindaco scomparso a 72 anni dopo una prolungata malattia.
La celebrazione dei funerali, presieduta dall’Arcivescovo Tommaso Caputo affiancato da un corteo di quindici sacerdoti, ha visto la presenza di un’ampia rappresentanza istituzionale, testimoniando il profondo rispetto e affetto che Lo Sapio aveva saputo costruire nel tessuto politico locale e regionale.

Sindaci con la fascia tricolore provenienti dai comuni vesuviani e dell’intera Penisola, consiglieri regionali, il vicepresidente della Città Metropolitana, e persino il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, giunto a porgere le sue condoglianze alla famiglia, hanno riempito la basilica, condividendo il dolore della comunità.
L’omelia dell’Arcivescovo Caputo ha dipinto il ritratto di un uomo all’insegna della generosità, dell’umanità e della capacità di dialogo, qualità che hanno contraddistinto il suo percorso amministrativo.

Lo Sapio, ha ricordato Caputo, incarnava la figura del leader consapevole della responsabilità che deriva dall’essere al centro dell’attenzione globale, un ruolo che ha saputo interpretare con dedizione e lungimiranza.
La sua amministrazione, durata quattro anni, si è distinta per una strategia di sviluppo territoriale che ha saputo armonizzare le peculiarità distintive di Pompei: l’imponente Parco Archeologico e il sacro Santuario, due pilastri fondamentali per l’economia locale, alimentata dal turismo religioso e culturale.
Lo Sapio ha inteso creare un’efficace sinergia tra queste due realtà, comprendendo la loro importanza strategica per la crescita del territorio.
In questi ultimi anni, in veste anche di albergatore, Lo Sapio ha perseguito un’iniziativa di particolare rilievo, legando indissolubilmente il nome di Pompei a quello della Marina di Stabia attraverso una rimodulazione toponomastica che ha portato all’adozione del nome “Marina di Pompei”.

Questa scelta, mirata a rafforzare l’identità territoriale e a promuovere l’attrattività turistica, ha coinvolto anche importanti realtà imprenditoriali locali, come il gruppo Maximall Pompeii, sorto a Torre Annunziata ma strettamente legato al brand Pompei, un potente richiamo per un turismo internazionale.

L’affluenza di persone ha superato di gran lunga la capacità del Santuario, vedendo la presenza di imprenditori, rappresentanti del mondo scolastico e sportivo costretti a rimanere fuori, testimoniando il profondo legame che la comunità pompeiana nutriva per il suo sindaco.
Al termine della cerimonia, il feretro ha osservato un momento di pausa sul sagrato, permettendo alla cittadinanza di esprimere un ultimo, commosso saluto, accolto da un lungo e sentito applauso.
Un trombettiere ha eseguito “Il Silenzio” con un tocco di commozione, mentre il Corpo di Polizia Municipale ha intonato un suono di sirene che ha riempito l’aria, concludendo un addio solenne e indelebile.

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