Roccaraso: TikTok, turismo di massa e polemiche

Il caso di Roccaraso, piccolo centro dell’Alto Sangro, si riaccende sotto i riflettori mediatici, alimentato da un intreccio di dinamiche sociali, turismo di massa e la crescente influenza dei social media.
A un anno di distanza dagli eventi che avevano visto la località sciistica letteralmente assediata da un afflusso di pullman, la tiktoker Rita De Crescenzo ripropone con veemenza l’invito a visitare Roccaraso, innescando un nuovo dibattito e riaprendo le ferite di un turismo percepito come eccessivo e fuori controllo.

Il video, accompagnato da una colonna sonora provocatoria che celebra il successo personale e deride la critica, riflette una narrazione di sfida e affermazione.
La tiktoker, con una gestualità studiata, sembra voler incarnare un’immagine di trionfo, ignorando o minimizzando le preoccupazioni sollevate in precedenza.
La scelta della musica, che esprime superiorità e derisione verso gli oppositori, intensifica il messaggio di sfida e alimenta la polarizzazione dell’opinione pubblica.
A sostegno di De Crescenzo si aggiunge Antony Sansone, figura centrale nel precedente episodio, noto per lo scontro con il sindaco e un deputato.
Sansone, in un nuovo video, annuncia il suo ritorno a Roccaraso, promettendo un’esperienza di visita improntata alla civiltà e al rispetto delle regole.
L’insistenza sulla “consuetudine” del flusso turistico napoletano e l’enfasi sulla responsabilità individuale (“persone pulite, sistemate e civili”) sembrano voler disinnescare le critiche passate e riaffermare un diritto al divertimento, ma anche un dovere di correttezza.

La frase “Saranno due, trecento anni che il popolo napoletano va a Roccaraso” solleva interrogativi sull’accuratezza storica dell’affermazione e sulla legittimità di rivendicare una tradizione secolare per giustificare un afflusso turistico potenzialmente problematica.
La posizione del sindaco di Roccaraso, Francesco Di Donato, rimane ferma: le misure di contingentamento, che limitano l’accesso a 50 pullman previa prenotazione online, sono state ribadite per garantire la vivibilità del centro e prevenire i disagi registrati in passato.

Queste misure, seppur necessarie per la gestione del territorio, si scontrano con le aspettative di una platea di potenziali visitatori, creando una tensione tra il diritto al turismo e la sostenibilità ambientale e sociale di una destinazione.

L’episodio evidenzia un fenomeno più ampio: l’impatto dei social media sulla percezione del turismo e sulla gestione delle destinazioni.
La capacità di influenzare l’opinione pubblica e di mobilitare grandi gruppi di persone attraverso piattaforme come TikTok pone nuove sfide per i decisori politici e per gli operatori turistici.
La necessità di trovare un equilibrio tra l’accoglienza, la sostenibilità e il rispetto delle comunità locali diventa sempre più urgente, richiedendo strategie di comunicazione efficaci e una maggiore consapevolezza da parte di tutti gli attori coinvolti.
Il caso di Roccaraso, pertanto, non è solo una questione di pullman e posti auto, ma un campanello d’allarme sulla necessità di ripensare il modello di turismo di massa e di promuovere un approccio più responsabile e consapevole.

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