Sequestro a Napoli: Finanza contro frode fiscale e influencer

L’azione decisa della Guardia di Finanza di Napoli ha portato al sequestro preventivo dell’intera struttura aziendale di Napolitano Store, società con sede a Casalnuovo di Napoli, operante nel settore dell’elettrodomestico e della telefonia mobile.

Il provvedimento, che segue un precedente sequestro da 5,7 milioni di euro (con il confisco di un lussuoso yacht di 16,5 metri), è stato confermato dal Tribunale del Riesame e si basa su un decreto emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della Procura di Nola.
L’inchiesta, che coinvolge negozi a Casalnuovo e Napoli, ha messo a fuoco un sofisticato sistema di frode fiscale, alimentato da un’aggressiva strategia di marketing digitale perpetrata dal titolare, noto per la sua intensa presenza sui social media.

Il caso assume ulteriori risvolti quando si considera la presenza dell’imprenditore in un video, risalente all’agosto 2023, girato all’interno del Consiglio regionale della Campania.
In quell’occasione, insieme alla popolare influencer Rita De Crescenzo, veniva esibita una bandiera italiana con riproduzione dell’inno nazionale, un gesto che, in retrospettiva, appare come un tentativo di mascherare attività illecite.
Le indagini della Guardia di Finanza hanno rivelato un meccanismo fraudolento volto ad eludere il pagamento dell’IVA.

La società generava fatture per operazioni inesistenti, indirizzandole a società “cartiere” prive di personale e di reale attività economica, notoriamente inadempienti agli obblighi tributari.
Questo permetteva di abbattere artificialmente il costo del prodotto, consentendo alla società di Napolitano Store di vendere telefoni di ultima generazione a prezzi significativamente inferiori a quelli di mercato.

Un elemento cruciale dell’inganno consisteva nella consegna ai clienti una ricevuta, stilata con un software gestionale, apparentemente valida ai fini fiscali, ma priva di reale valore.
Tale documento, recante il codice IMEI del dispositivo venduto, serviva a giustificare l’uscita della merce dal magazzino, tracciare le vendite e garantire, in maniera fittizia, la possibilità di sostituzione dei prodotti difettosi.

Questo artificio permetteva di aggirare i controlli fiscali, mentre il pagamento veniva effettuato esclusivamente in contanti, occultando l’effettiva provenienza dei fondi e rendendo più complessa l’attività di ricostruzione del flusso finanziario.
La crescita esponenziale del fatturato aziendale, da 2,2 milioni di euro nel 2017 a 20,8 milioni nel 2023, desta particolare attenzione, suggerendo una sistematica evasione fiscale di notevoli proporzioni.

La Guardia di Finanza sta ora analizzando a fondo i movimenti finanziari della società, al fine di identificare eventuali complici e quantificare l’ammontare totale dell’evasione fiscale.
Il sequestro preventivo rappresenta un passo importante per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale e tutelare il mercato, colpendo duramente un’organizzazione che ha sfruttato l’innovazione digitale per perpetrare attività illecite.

L’inchiesta solleva interrogativi sulla governance delle istituzioni regionali e sulla necessità di un maggiore controllo sull’operato delle società che beneficiano di visibilità attraverso i social media.

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