Truffa agli anziani: schema insidioso da Napoli

Un nuovo e insidioso schema di truffa, con radici a Napoli, sta mettendo a segno colpi devastanti ai danni di anziani, rivelando una sofisticazione e un’organizzazione criminale senza precedenti.

L’inganno si dipana attraverso una coreografia complessa, orchestrata da professionisti capaci di simulare con notevole accuratezza anche le sfumature linguistiche, tanto da far sospettare un addestramento specifico in tecniche di imitazione e recitazione.

La truffa inizia con una telefonata, apparentemente proveniente da un’autorità di pubblica sicurezza, che informa la vittima – scelta con meticolosa attenzione per la sua vulnerabilità e la presunta ricchezza – di una rapina appena avvenuta.
Il dettaglio cruciale è che l’auto della vittima è stata “clonata” e utilizzata dai malviventi.

La drammaticità dell’evento mira a instillare un immediato senso di urgenza e paura, spingendo l’anziano a collaborare senza spirito critico.

Segue un secondo atto.
Un complice, spacciandosi per un funzionario delle forze dell’ordine, si presenta a domicilio.

La giustificazione è quella di dover accertare la non-coinvolgimento della vittima nella rapina e di documentare il possesso dei gioielli presenti in casa.

Questo passaggio è fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia apparente e ottenere l’accesso all’abitazione e ai beni di valore.
Durante la presunta verifica, il truffatore, con una scusa plausibile, richiede alla vittima di recarsi a prelevare un documento necessario alla compilazione del verbale.
In quel breve intervallo, si impossessa dei gioielli, asportandoli con rapidità e discrezione.

Nel frattempo, il complice, sempre al telefono, elabora una narrazione per mantenere alta l’attenzione della vittima, fornendo spiegazioni sul ritardo del “collega” e invitandola a recarsi in caserma per completare le formalità.
L’ulteriore stratagemma è volto a consolidare la fiducia e a mascherare l’inganno.
Mentre la vittima si dirige, fiduciosa, verso il presunto comando di polizia, il truffatore interrompe bruscamente la comunicazione, cancellando ogni traccia della sua presenza e dando il via alla fuga con il bottino.

L’anziano, ormai disorientato e privato dei suoi beni, si ritrova solo, vittima di una truffa elaborata e spietata.

L’abilità nella simulazione, l’organizzazione precisa e l’uso di tattiche psicologiche mirate rendono questa truffa particolarmente insidiosa e difficile da contrastare.
Le indagini sono in corso per identificare e arrestare i responsabili, ma la sensibilizzazione della popolazione anziana e la promozione di comportamenti di prudenza restano le armi più efficaci per prevenire ulteriori attacchi.
La complessità dello schema suggerisce un elevato livello di professionalità e un’accurata pianificazione, sollevando interrogativi sulla possibile presenza di una rete criminale strutturata e ramificata.

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