Il Welfare in Campania: Un’Analisi Approfondita tra Disparità, Sostenibilità e Prospettive di RiformaIl panorama del welfare in Campania, e in particolare a Napoli, emerge come un mosaico complesso, caratterizzato da un’apparente attività di investimento sociale, mascherata da profonde disuguaglianze e una crescente difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali.
Sebbene la città di Napoli si distingua come motore di spesa sociale a livello regionale, con 132 euro per abitante, questa cifra si rivela inadeguata a colmare il divario con la media nazionale, attestata a 147 euro pro capite nel 2022.
I dati Istat evidenziano una spesa regionale per il welfare che si ferma a soli 71 euro pro capite, un dato che riflette una situazione di svantaggio strutturale, come sottolineato dal Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà, Giorgio Vittadini.
La critica centrale sollevata riguarda l’inversione paradossale di un sistema universalistico che, anziché supportare chi si trova in condizioni di maggiore vulnerabilità, sembra penalizzarlo, premiando contestualmente chi gode di maggiori risorse.
Questo aspetto, unitamente alla sottovalutazione del ruolo cruciale del Terzo Settore, protagonista nell’integrazione dei servizi che il settore pubblico fatica a fornire, impone una profonda riflessione sulle modalità di distribuzione delle risorse e sulla valorizzazione delle competenze del no-profit locale.
Un elemento aggravante è rappresentato dall’elevato impegno economico delle famiglie italiane, che nel 2024 hanno destinato circa 138 miliardi di euro (5.400 euro per nucleo familiare) a spese per salute e assistenza ad anziani e disabili.
Questo dato, pur indicativo di una forte solidarietà familiare, evidenzia anche il vuoto lasciato dall’intervento pubblico, che non riesce a garantire un adeguato livello di protezione sociale.
Sebbene l’Italia si posizioni al secondo posto in Europa per spesa sociale (circa 620 miliardi di euro, pari al 30% del PIL), l’efficacia di tale impegno è messa in discussione dall’incapacità di garantire un accesso equo ai servizi, con oltre il 67% delle persone che richiedono assistenza che si scontrano con difficoltà o impossibilità.
La situazione è ulteriormente aggravata dalla crescente polarizzazione socio-economica: il 5% delle famiglie detiene il 46% della ricchezza nazionale, mentre quasi il 10% della popolazione versa in condizioni di difficoltà.
Particolarmente drammatica è la condizione delle famiglie con persone disabili, con un quarto della popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale.
La ricerca sottolinea inoltre una marcata disomogeneità territoriale, con un divario sempre più ampio tra Nord e Sud, tra aree urbane e periferie, e tra zone interne e aree più sviluppate.
La fiducia dei cittadini verso le politiche di contrasto alla povertà e al disagio sociale è bassa, con solo il 18% che ne promuove attivamente.
Un’altra criticità è data dall’allocazione delle risorse, con quasi la metà del budget del welfare destinata alle prestazioni pensionistiche, mentre le politiche sociali rivolte a famiglie, disabili e disoccupati ricevono meno del 20%.
Questo squilibrio mette a rischio la sostenibilità del sistema nel lungo periodo.
Per affrontare queste sfide, il Rapporto propone una serie di interventi mirati: una presa in carico globale della persona, basata sulla valutazione dei suoi bisogni complessi; una progettazione integrata dei servizi e un sistema di valutazione della loro qualità; la creazione di centri territoriali per servizi integrati e accessibili; una regia centrale dei flussi di spesa; un incremento delle risorse, con investimenti sul capitale umano; e, soprattutto, un rafforzamento della collaborazione tra pubblica amministrazione e Terzo Settore, basato sull’analisi dei bisogni e libero dalle logiche di mercato.
Il rapporto, realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con diverse istituzioni e supportato da Fondazione Cariplo, rappresenta un’occasione per avviare un dibattito costruttivo e per individuare soluzioni concrete per migliorare il sistema di welfare in Campania e in Italia.







