Clementino a Napoli: un concerto-esperienza tra rap, cantautorato e ospiti stellari.

Ieri sera, il Palapartenope ha vibrato al ritmo di un concerto che ha segnato l’atto conclusivo del tour 2025 di Clementino, un artista che si appresta a celebrare un ventennale di carriera nel panorama musicale italiano.

Lo spettacolo non è stato semplicemente un concerto, bensì un’esperienza immersiva, un caleidoscopio sonoro e visivo che ha fuso sapientemente le radici del rap con le suggestioni del cantautorato e l’energia di una performance teatrale.
Clementino ha guidato il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua evoluzione artistica.
Dai brani che hanno consacrato il suo esordio, fino alle nuove composizioni contenute in “Grande Anima”, il suo ultimo lavoro discografico.
Quest’album, un’opera intima e profondamente personale, rappresenta una svolta nel percorso dell’artista, un’esplorazione introspettiva che unisce spiritualità, potenza evocativa della parola e l’immediatezza della performance dal vivo.

L’atmosfera napoletana è stata ulteriormente esaltata dalla presenza di ospiti di prestigio.
La partecipazione di Gigi D’Alessio, icona della musica popolare partenopea, ha creato un ponte tra generazioni e stili diversi.

Rocco Hunt, interprete di spicco del rap contemporaneo, ha portato la sua energia contagiosa.
I Negrita, veterani del rock italiano, hanno arricchito lo spettacolo con la loro maestria scenica.
Settembre, con le sue sonorità malinconiche e poetiche, ha offerto un contrasto suggestivo.
Infine, Ugo Crepa, figura emergente della scena urban, ha aggiunto un tocco di freschezza e attualità.

L’orchestra, una vera e propria macchina performativa, ha supportato l’artista con una tessitura sonora ricca e complessa.
Pj Gionson, maestro delle consolle, ha orchestrato i suoni elettronici.

Greg Rega, con la sua voce potente e versatile, ha aggiunto profondità armonica.

Francesco Varchetta, alla batteria, ha fornito il battito cardiaco dello spettacolo.
Raffaele Salapete, alla chitarra, ha disegnato trame sonore evocative.
Silvestro Saccomanno, alle tastiere, ha aggiunto colori cangianti.

Luigi Calmo Ferrara, al basso, ha garantito la solidità ritmica.
Saverio Giuliano, al sax, ha infuso note jazz e blues.
Stella Manfredi, al violino, ha creato atmosfere rarefatte e poetiche.
La coreografia, realizzata con la partecipazione dei breaker Gino Rota e Salvatore Deflow e di un corpo di ballo di quattro elementi, ha contribuito a creare uno spettacolo dinamico e visivamente appagante, trasformando il palco in un palcoscenico pulsante di energia e creatività.

Ogni elemento, dalla luce alle parole, dalla musica ai movimenti, ha contribuito a creare un’esperienza unica e memorabile per il pubblico presente.

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