Napoli, 1977.
Un mosaico di colori vibranti, auto da corsa che sfrecciano e abiti a scacchi che urlano l’influenza americana, si scontra con la cruda realtà di una città lacerata dalla povertà.
“Gomorra – Le Origini” ci immerge in questa Napoli dimenticata, un luogo dove la polvere di Secondigliano si mescola all’illusione di una vita migliore, un sogno intriso di fango e privazioni, tanto da non permettere neanche la dignità di un pezzo di carta igienica.
Non c’è ancora il peccato originale, l’ombra incombente di una tragedia che definirebbe le successive stagioni, né la cupezza che avvolge l’epopea criminale raccontata.
La Camorra è ancora quella del Dopoguerra, radicata nel contrabbando di sigarette, un’attività che a fatica riesce a garantire un futuro.
Il ritorno di “Gomorra” è un evento che ha scosso le acque del panorama televisivo.
Dopo un successo internazionale travolgente, l’idea di riproporre una storia tanto potente e complessa ha richiesto una riflessione profonda.
Marco D’Amore, supervisore e regista dei primi quattro episodi, ammette di aver inizialmente rifiutato l’incarico, nutrendo un profondo amore e riconoscenza per il progetto originale e per le persone che lo hanno reso possibile.
Ricorda di essere stato lui stesso un volto sconosciuto quando ha interpretato Ciro, proprio come i giovani protagonisti di questa nuova serie.
La serie si presenta come un racconto a sei puntate, con una seconda stagione già in fase di scrittura, come anticipato da Nils Hartmann, Executive Vice President Sky Studios per l’Italia.
L’ambizione è quella di ampliare il pubblico, attraverso proiezioni speciali e “vodcast” che esploreranno la psicologia dei personaggi.
Il casting è un ritorno alle origini, con una profusione di volti nuovi, molti dei quali esordienti, scovati in un’audizione cittadina che ha saputo cogliere l’essenza del napoletano degli anni Settanta.
La serie è un affresco di umanità, raccontando le storie di individui che lottano per un futuro migliore.
Al centro del racconto, Pietro (Luca Lubrano), un ragazzo di Secondigliano magro e determinato, cresciuto tra le difficoltà e sognando una vita diversa, assieme al suo gruppo di amici.
Imma (Tullia Venezia), studentessa brillante e appassionata di musica, diventerà parte del suo percorso.
Angelo ‘A Sirena’ (Francesco Pellegrino), un malavitoso affascinante e ambizioso, mira a scalare posizioni nella gerarchia criminale.
‘O Paisano’ (Flavio Furno), un detenuto carismatico e inquietante, profetizza l’avvento di una nuova Camorra, un’evoluzione che porterà allo spaccio di eroina, evocando figure come Raffaele Cutolo e la sua Nuova Camorra.
Completa il quadro un corredo di personaggi vividi e memorabili: Mimì (Antonio Buono), Tresette (Luigi Cardone), ‘A Macchietta (Antonio Del Duca), Lello (Mattia Francesco Cozzolino), Manuele (Junior Rancel Rodriguez Arcia), Toni (Antonio Incalza), Fucariello (Luca Abbruzzese), Michele Villa ‘O Santo’ (Renato Russo), Don Antonio Villa (Ciro Capano), Corrado Arena (Biagio Forestieri), Annalisa Magliocca (Fabiola Balestriere), Anna (Veronica D’Elia), ognuno con le proprie aspirazioni, i propri segreti e i propri demoni.
“Gomorra – Le Origini”, una produzione Sky Studios e Cattleya, distribuita da Beta Film, è un viaggio nel cuore pulsante di una Napoli dimenticata, un racconto di formazione e di sopravvivenza in un mondo di ombre e di promesse non mantenute, un preludio a un’epopea criminale destinata a lasciare un segno indelebile nella storia della televisione.
L’appuntamento è dal 9 gennaio, in esclusiva su Sky e in streaming su Now.






