Palermo si prepara a esprimere un profondo lutto e una veemente richiesta di cambiamento, scossa dall’efferato omicidio di Paolo Taormina, avvenuto nella notte tra il 11 e il 12 ottobre.
La tragica perdita, un macabro epilogo di una spirale di violenza che affligge la città, ha innescato un’ondata di indignazione e un’urgente necessità di riappropriarsi degli spazi pubblici e della sicurezza personale.
La fiaccolata prevista per la sera del 12 ottobre, con partenza davanti al Politeama e prosecuzione verso il Massimo e il luogo del delitto, “O Scruscio”, non è un semplice evento commemorativo.
Rappresenta un atto di resistenza simbolica, un grido di allarme che denuncia l’erosione della deterrenza e l’assenza di controlli efficaci che hanno lasciato le strade palermitane preda dell’illegalità.
L’illuminazione tremula delle fiaccole, proiettata sull’asfalto, vuole essere un faro per risvegliare le coscienze e sollecitare interventi immediati.
Il giorno successivo, il 13 ottobre, l’appuntamento è con la “Marcia Silenziosa per Fare Rumore”, un’iniziativa promossa dalle principali organizzazioni sindacali – CGIL, CISL, UIL e ACLI – e che si preannuncia come un momento cruciale per la città.
La marcia, che prenderà avvio da Piazza Verdi per concludersi davanti alla Prefettura in Via Cavour, non è un gesto isolato, ma parte di una riflessione più ampia sulla tenuta sociale e civile di Palermo.
Al di là della denuncia specifica dell’omicidio, l’azione sindacale mira a focalizzare l’attenzione su un contesto di degrado urbano e marginalizzazione sociale che alimenta la criminalità e impoverisce la qualità della vita dei cittadini.
Si tratta di un quadro complesso, dove la mancanza di opportunità per i giovani, la precarietà lavorativa, la carenza di servizi sociali e la percezione di impunità contribuiscono a creare un terreno fertile per la violenza.
L’appello rivolto ai cittadini onesti, coloro che nutrono ancora speranza in un futuro diverso per le nuove generazioni, è un invito alla responsabilità collettiva.
La partecipazione attiva alla marcia silenziosa è un gesto di coraggio, una dichiarazione di intenti a rifiutare la rassegnazione e a rivendicare il diritto a vivere in una città sicura e prospera.
Le richieste che emergono dall’indignazione popolare sono chiare: si esige un rafforzamento dell’ordine pubblico, azioni concrete per affrontare il disagio sociale, interventi mirati alla prevenzione della criminalità e un controllo più efficace del territorio.
Non si tratta di semplici misure repressive, ma di un approccio integrato che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, associazioni e cittadini, con l’obiettivo di ricostruire un tessuto sociale più coeso e resiliente.
Il futuro di Palermo passa attraverso la capacità di reagire, di riappropriarsi degli spazi pubblici e di costruire insieme un futuro di legalità e speranza.








