Santa Ninfa: Scontro sulla memoria del terremoto e futuro della società mutualistica.

A Santa Ninfa, comunità siciliana radicata nel cuore del Trapanese, una controversa decisione ha scosso le fondamenta di una storica istituzione sociale: la Società operaia di mutuo soccorso.

Un atto che, lungi dall’essere una mera questione formale, apre un dibattito complesso sulla memoria collettiva, la governance democratica e il ruolo delle associazioni nel tessuto sociale.

La questione ruota attorno alla lapide commemorativa eretta a gennaio 2024 per onorare le diciassette vittime originarie del paese periti nel devastante terremoto del Belìce del 1968.
Un tributo voluto per ricordare un evento tragico che segnò profondamente la comunità, ma che ora è al centro di un’accesa disputa interna alla Società operaia.
L’assemblea dei soci, sollecitata da una raccolta di 150 firme presentate da tre consiglieri di minoranza, ha espresso un chiaro voto a favore della rimozione della lapide, con una maggioranza superiore al 65% su 81 partecipanti.

L’argomentazione centrale della contestazione verte sulla presunta violazione del regolamento interno: il presidente della Società, Carlo Di Prima, avrebbe autorizzato l’installazione della lapide presso il Comune senza previamente convocare l’assemblea dei soci, elemento cruciale per decisioni che coinvolgono il patrimonio simbolico e la reputazione dell’associazione.
Questa dinamica, apparentemente marginale, rivela tensioni più profonde all’interno della Società operaia.
Queste istituzioni, storicamente pilastri del mutualismo e della solidarietà popolare, si trovano oggi a confrontarsi con nuove sfide, come la gestione della memoria in un’epoca caratterizzata da una crescente complessità sociale e politica.
La decisione dell’assemblea solleva interrogativi sul delicato equilibrio tra l’autonomia gestionale dell’organo esecutivo e il diritto di partecipazione democratica dei soci, richiamando l’importanza di procedure trasparenti e condivise nella gestione delle risorse simboliche della comunità.

Il sindaco Carlo Ferreri ha espresso forte disappunto per la scelta dell’assemblea, definendola un affronto alla memoria storica e un gesto inaccettabile.

Per preservare il tributo alle vittime del terremoto, il primo cittadino ha promesso di collocare la lapide in una posizione di maggiore visibilità, all’interno della stessa piazza, attraverso una struttura autonoma in ferro, che ne valorizzi il significato e ne garantisca la permanenza come simbolo tangibile della resilienza e della ricostruzione.

Il presidente Di Prima, pur manifestando il proprio dissenso rispetto alla decisione dell’assemblea, ha sottolineato il rispetto per la volontà democratica dei soci, evidenziando la necessità di dialogo e comprensione reciproca per superare le divergenze e preservare l’unità della comunità.

L’episodio, al di là della sua immediatezza, costituisce un’occasione per riflettere sul ruolo cruciale delle istituzioni mutualistiche come custodi della memoria collettiva e come promotori di una cultura della partecipazione e della responsabilità civica.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap