Un’operazione complessa e articolata della squadra mobile di Catania ha portato all’arresto di due donne, Rita Catalano (65 anni, in custodia cautelare in carcere) e l’avvocata Venera Cosima Nicita (ai domiciliari), accusate di circonvenzione di incapace e tentata appropriazione indebita, entrambe in forma pluripregressiva.
L’inchiesta, innescata da una segnalazione di un istituto bancario, riguarda un’anziana cliente di 85 anni, facoltosa e priva di familiari stretti, il cui patrimonio, stimato in circa tre milioni di euro, sarebbe stato oggetto di un’abile e premeditata manipolazione.
Secondo l’accusa, Rita Catalano, fioraia e residente nello stesso condominio dell’anziana, ha ricoperto un ruolo centrale nella dinamica.
Sfruttando la sua prossimità e offrendo apparenti gesti di vicinanza, Catalano, coadiuvata dalla figlia, avrebbe progressivamente eroso i filtri sociali e affettivi della vittima, isolandola dal suo ambiente e instaurando un rapporto di totale dipendenza psicologica ed economica.
Questo processo di “intrappolamento” ha permesso alle due donne di approfittare della vulnerabilità dell’anziana, agendo con una strategia mirata a ottenere il controllo del suo patrimonio.
L’avvocata Nicita, figura professionale chiave nell’operazione, avrebbe curato la fase operativa del trasferimento dei beni finanziari, avvalendosi della collaborazione di un consulente finanziario anch’egli indagato.
Il piano prevedeva lo spostamento dei capitali verso una nuova istituzione creditizia, un passaggio cruciale per eludere i controlli e assicurare la segretezza delle operazioni.
Un ulteriore tassello del raggiro è stato fornito dalla segretaria di uno studio notarile catanese, anch’essa indagata, che ha suggerito la redazione di una procura speciale a favore dell’avvocata Nicita e di una generale per Rita Catalano.
In aggiunta, si sarebbe predisposto un nuovo testamento, progettato per invalidare la precedente volontà testamentaria dell’anziana, che destinava l’intero patrimonio a un ente religioso legato a Padre Pio.
L’avvocata Nicita si sarebbe inoltre adoperata per ottenere un certificato medico, redatto da un medico compiacente, che attestasse la capacità di intendere e di volere dell’anziana.
Tuttavia, le indagini hanno evidenziato la presenza di patologie che ne limitano le facoltà mentali, rendendo dubbia la validità del certificato e l’intero processo decisionale.
L’intensità dell’indagine si è manifestata con numerose perquisizioni, estese anche agli studi legali e notarili coinvolti.
I beni mobili e immobili riconducibili alla vittima, che avrebbero dovuto finire nelle mani di Rita Catalano e della figlia, sono stati sequestrati, con l’eccezione dell’abitazione dell’anziana.
Particolarmente significativa è la cessione a prezzo irrisorio di un garage alla vicina di casa, un chiaro esempio della manipolazione finanziaria perpetrata.
Per tutelare l’anziana vittima, è stato nominato un curatore speciale, incaricato di garantirne l’assistenza e la protezione.
L’operazione solleva interrogativi sulla responsabilità professionale degli avvocati e dei notai coinvolti e sottolinea la crescente necessità di rafforzare i controlli e le misure di protezione per le persone vulnerabili, potenziali vittime di abusi e manipolazioni economiche.






