Radici Siciliane: Archeologia, Didattica e Memoria tra Storia e Ragazzi

Un Viaggio Narrativo tra le Radici della Sicilia: Il Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato al Servizio della Didattica e della MemoriaIl Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato lancia un’iniziativa ambiziosa e innovativa, un vero e proprio percorso didattico che intende avvicinare le nuove generazioni al patrimonio storico e culturale siciliano.

Più che un semplice programma di visite guidate, si tratta di un progetto che coniuga archeologia, racconto, scoperta e formazione, trasformando il territorio in un’aula scolastica a cielo aperto.

Dal 14 novembre all’11 dicembre, un calendario ricco di appuntamenti animerà i siti di Himera, Solunto (Santa Flavia), Roccamena, Marineo, Cefalà Diana, Monte Iato, San Cipirello, San Giuseppe Jato e Ustica, offrendo agli studenti di scuole primarie e secondarie l’opportunità di interagire direttamente con la storia.
Questa diffusione capillare mira a superare la tradizionale concezione dei siti archeologici come luoghi statici e distanti, proponendo invece un’esperienza immersiva e partecipativa.
L’iniziativa, nata dalla collaborazione tra il Parco Archeologico, l’associazione Lunaria A2 onlus, l’Assessorato ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana e il Dipartimento dei Beni Culturali, si concretizza anche attraverso la pubblicazione di una “Guida del Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato per ragazzi/e”, un vero e proprio strumento educativo inedito.

La guida, edita da Villaggio Letterario edizioni, assume la forma di una favola scientifica illustrata, unendo la forza evocativa del racconto alla precisione della divulgazione storica.
Questo approccio mirato a superare le barriere linguistiche e cognitive che spesso ostacolano l’apprendimento, rendendo la storia accessibile e coinvolgente anche per i più giovani.
“Portare i ragazzi a contatto diretto con i luoghi della storia significa investire nella formazione di cittadini consapevoli, capaci di comprendere il valore delle proprie radici e responsabili del futuro,” afferma Domenico Targia, Direttore del Parco Archeologico.
“La conoscenza del nostro passato è il fondamento di una società matura e progressista, un ponte tra generazioni che ci permette di costruire un domani più giusto e sostenibile.

“Anna Russolillo, progettista culturale, sottolinea come l’archeologia, spesso percepita come disciplina complessa e arida, possa trasformarsi in un’avventura emozionante e stimolante.
“L’obiettivo è decodificare la storia attraverso un linguaggio accessibile e coinvolgente, capace di risvegliare l’immaginazione e stimolare la curiosità,” spiega Russolillo.
“Questo progetto rappresenta un’occasione unica per rendere il nostro patrimonio culturale vivo e vicino alle nuove generazioni, svecchiandone l’immagine e promuovendone la fruizione in chiave moderna.
“L’iniziativa non si limita alla mera trasmissione di nozioni storiche; intende promuovere la riflessione critica, l’interpretazione dei reperti e la comprensione dei contesti sociali e culturali che hanno plasmato il paesaggio siciliano.

Attraverso laboratori didattici, ricostruzioni virtuali e attività interattive, gli studenti saranno chiamati a diventare protagonisti attivi del processo di scoperta, sviluppando competenze utili non solo in ambito scolastico, ma anche nella vita quotidiana.
Il progetto, lungimirante e di ampio respiro, rappresenta un investimento nel capitale umano, un impegno a preservare e valorizzare il patrimonio culturale siciliano per le generazioni future, alimentando un senso di appartenenza e di responsabilità nei confronti del territorio.

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