La recente delibera del Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (Cipess) riguardante il Ponte sullo Stretto di Messina solleva interrogativi significativi che la Corte dei Conti ha ritenuto necessario approfondire.
In un parere trasmesso alla Presidenza del Consiglio, la magistratura contabile esprime riserve sulla completezza e la coerenza della motivazione sottostante l’atto deliberativo, evidenziando lacune nella giustificazione delle scelte procedurali.
L’analisi della Corte dei Conti non si concentra tanto sulla validità intrinseca del progetto infrastrutturale, bensì sull’adeguatezza del processo decisionale che lo ha approvato.
Si riscontra una carenza nella valutazione critica delle informazioni raccolte durante l’iter procedimentale, una sorta di elusione della doverosa ponderazione dei risultati istruttori che avrebbero dovuto supportare le determinazioni del Cipess.
La delibera, nella sua formulazione attuale, sembra privilegiare la mera elencazione delle responsabilità e degli incarichi assegnati ai vari soggetti coinvolti – Ministeri, enti tecnici, amministrazioni regionali – piuttosto che presentare un’analisi approfondita e argomentata delle implicazioni fattuali e giuridiche del progetto.
In altre parole, si assiste a una descrizione delle attività svolte, ma non a una valutazione critica dei loro esiti.
Questo approccio rischia di compromettere la trasparenza del processo decisionale e la sua accountability.
Una motivazione carente, infatti, rende difficile per i cittadini e per le istituzioni di controllo comprendere appieno le ragioni che hanno portato all’approvazione di un’opera complessa e costosa come il Ponte sullo Stretto.
La Corte dei Conti, custode della legalità contabile e dell’efficacia dell’azione amministrativa, sottolinea pertanto la necessità di un riesame della delibera, auspicando che siano forniti chiarimenti puntuali e dettagliati sugli aspetti critici sollevati, al fine di garantire il rispetto dei principi fondamentali del diritto amministrativo e di assicurare la correttezza e la trasparenza del processo decisionale.
Un’analisi più approfondita dovrebbe, in particolare, considerare l’impatto ambientale, i costi complessivi (inclusi quelli di gestione e manutenzione), la compatibilità con le politiche di sviluppo infrastrutturale nazionale ed europeo, e le alternative possibili al progetto attuale.
La mera assunzione di responsabilità procedurali non può sostituire una valutazione critica e indipendente delle conseguenze di un’opera che incide profondamente sul territorio e sulle finanze pubbliche.







