La recente escalation di divergenze interne a Forza Italia Sicilia, focalizzata sulla necessità di ridefinire i meccanismi decisionali e ripristinare un dialogo costruttivo, si è manifestata con veemenza, evidenziando una profonda frattura nella gestione del partito.
L’affermazione del deputato nazionale Tommaso Calderone, che esorta a “discutere i problemi nelle giuste sedi”, innesca una riflessione urgente sulla funzionalità degli organi regionali, la cui esistenza stessa appare dubbia a seguito di anni di prassi caratterizzate da scarsa collegialità.
La critica di Calderone, immediatamente recepita e condivisa dal deputato Ars Nicola D’Agostino, punta il dito contro un sistema decisionale percepito come “d’imperio”, contrapponendolo a un modello di governance basato sulla condivisione e il rispetto delle opinioni.
D’Agostino, nel suo intervento, sottolinea come delegittimare pubblicamente figure chiave, come il coordinatore regionale, possa danneggiare l’immagine del partito, pur riconoscendo l’inevitabilità di momenti di confronto in vista di un congresso.
La tensione latente, alimentata da pratiche come la richiesta di endorsement a deputati per validare decisioni unilaterali e da pressioni indirette per la partecipazione ad eventi, rischia di compromettere l’unità e l’efficacia del partito.
La descrizione di un “clima che nessuno voleva” denuncia un malessere strutturale che necessita di interventi risolutivi, superando la mera accettazione come elemento fisiologico.
L’imminente visita del segretario nazionale Antonio Tajani si configura come un’opportunità cruciale per affrontare le criticità emerse e rilanciare il progetto politico.
La presenza di Tajani potrebbe fungere da catalizzatore per un processo di riconciliazione e per una revisione dei processi decisionali, mirato a ristabilire un equilibrio tra le diverse anime del partito.
È necessario, quindi, che questa visita non si limiti a un mero atto formale, ma si traduca in un confronto aperto e sincero, che coinvolga tutte le componenti del partito, al fine di individuare soluzioni concrete e durature.
Il futuro di Forza Italia Sicilia dipende dalla capacità di trasformare la tensione interna in un’energia costruttiva, favorendo un dialogo inclusivo e trasparente, e riaffermando i principi fondamentali della democrazia partecipativa all’interno del partito.
La sfida è quella di recuperare un senso di appartenenza condivisa, superando le logiche individuali e abbracciando una visione comune per il bene del partito e del territorio siciliano.








