Pallanuoto, terremoto Trapani: penalizzazione e inibizione al presidente.

Il panorama pallanuotistico italiano è stato recentemente scosso da una decisione disciplinare del Tribunale Federale della Fip, che coinvolge direttamente il Trapani Shark e la sua dirigenza.

La sentenza, comunicata ufficialmente dalla Federazione Italiana Pallanuoto, impone al club siciliano una penalizzazione di due punti nel corso dell’attuale stagione sportiva, affiancata da un’inibizione biennale per il presidente Valerio Antonini.

La decisione, basata su una scrupolosa valutazione delle irregolarità riscontrate durante le pratiche di iscrizione al campionato 2025/26, si configura come una risposta rigorosa a comportamenti che hanno sollevato dubbi sulla corretta osservanza delle normative federali.
Gli articoli 59, lettera b, e 61 del Regolamento di Giustizia, che fungono da fondamenta per la decisione, sottolineano l’importanza della trasparenza e della conformità amministrativa nei processi di ammissione ai campionati.

Questa sanzione non è solo una punizione pecuniaria o sportiva, ma rappresenta un monito per l’intera comunità pallanuotistica, evidenziando come la diligenza e la precisione nelle procedure burocratiche siano elementi imprescindibili per garantire l’integrità del gioco.

L’inibizione biennale per il presidente Antonini, in particolare, riflette la gravità delle irregolarità riscontrate e il ruolo di responsabilità che un dirigente ricopre all’interno di un’associazione sportiva.

La vicenda solleva interrogativi più ampi sulla governance delle società sportive, richiamando l’attenzione sulla necessità di rafforzare i controlli e promuovere una cultura della legalità e della responsabilità all’interno del mondo dello sport.

La Fip, con questa decisione, ribadisce il suo impegno a tutelare l’equità della competizione e a garantire il rispetto delle regole, perseguendo con fermezza qualsiasi comportamento che possa compromettere l’immagine e la credibilità del pallanuoto italiano.

L’auspicio è che questo episodio serva da lezione per il futuro, incentivando un approccio più rigoroso e consapevole da parte di tutte le parti coinvolte, a tutela della passione e dell’etica sportiva.

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