L’attenzione mediatica spesso si concentra sulle dispute campanilistiche che animano il tifo calcistico, ma un’analisi più approfondita rivela dinamiche altrettanto significative, seppur meno appariscenti, nel campo delle politiche sanitarie regionali.
Il caso di Pesaro, nelle Marche, offre uno spunto di riflessione particolarmente illuminante sulla capacità di un’amministrazione, in questo caso con una guida di centrodestra, di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni e di perseguire con coerenza un progetto di rilevanza strategica come la realizzazione di un nuovo ospedale.
La fermezza con cui la Regione ha intrapreso questo percorso, concretizzandosi in interventi strutturali già in atto, contrasta nettamente con altre situazioni, sollevando interrogativi cruciali sull’efficienza e la trasparenza nell’allocazione delle risorse pubbliche.
La costruzione di una struttura all’avanguardia, capace di fornire prestazioni sanitarie complesse e di accogliere 460 posti letto, con un investimento di 204 milioni di euro, pone l’accento sulla potenziale ottimizzazione dei processi decisionali e sulla capacità di bilanciare esigenze cliniche, infrastrutturali ed economiche.
Questa cifra, se comparata con l’investimento previsto per un’espansione ospedaliera a Terni, che prevede un aumento di soli 140 posti letto a un costo di 770 milioni di euro, genera un divario abissale che non può essere ignorato.
Tale discrepanza non è semplicemente una questione di numeri; essa riflette scelte strategiche divergenti, priorità diverse e, potenzialmente, differenti livelli di competenza nella gestione dei progetti di edilizia sanitaria.
L’appello rivolto all’amministrazione regionale Proietti, lanciato dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei, non è un mero atto di accusa, ma una richiesta di chiarezza e di accountability.
Il sospetto che il processo di individuazione della location ideale per il nuovo ospedale di Terni possa essere una manovra dilatoria, volta a dissimulare una mancanza di volontà concreta, merita un’indagine approfondita.
La questione sollevata trascende la semplice contrapposizione tra due città o due aree geografiche.
Essa tocca temi di interesse generale, quali la corretta allocazione delle risorse sanitarie, la trasparenza dei processi decisionali e la responsabilità delle amministrazioni pubbliche nei confronti dei cittadini.
L’efficienza nella gestione dei progetti di edilizia sanitaria non è solo una questione economica, ma anche un imperativo etico, in quanto incide direttamente sulla qualità dei servizi offerti e sulla salute della comunità.
La necessità di una spiegazione chiara e documentata è fondamentale per ristabilire la fiducia dei cittadini e garantire che le risorse pubbliche siano impiegate in modo efficace e responsabile.








