La vicepresidente della Provincia di Perugia, Laura Servi, ha espresso un fermo sostegno alla popolazione di Gaza, partecipando attivamente a manifestazioni come il corteo a Foligno, dove oltre mille persone si sono riunite per rivendicare la fine delle ostilità e la protezione dei civili.
L’azione della Provincia si configura come un impegno concreto verso un approccio basato sul dialogo, la cooperazione internazionale e la costruzione di una pace dal basso, rifiutando soluzioni puramente militari e ponendo al centro la diplomazia come strumento primario per la risoluzione dei conflitti.
Servi ha sottolineato come la pace non sia un ideale astratto, bensì una scelta politica consapevole che impone l’arresto dell’escalation di violenza e la revisione delle priorità di investimento, orientandole verso la cooperazione e il sostegno reciproco.
Durante la diciottesima edizione del Festival Internazionale per la Pace di Assisi, in concomitanza con la Giornata Internazionale della Pace, la vicepresidente ha ribadito l’intrinseca connessione tra pace, giustizia sociale e sviluppo sostenibile, evidenziando come la mancanza della prima comprometta irrimediabilmente le altre.
Un elemento di profonda preoccupazione è rappresentato dall’apparente assenza di un intervento significativo da parte del Governo italiano e delle istituzioni europee.
Mentre i volontari della Global Sumud Flotilla si espongono a rischi personali per fornire aiuti umanitari essenziali, cibo e medicinali, a Gaza, le voci ufficiali sembrano rimanere in una retorica ambigua e inefficace.
Questa lacuna evidenzia una distanza critica tra gli impegni dichiarati e le azioni concrete.
La questione del genocidio, oggetto di discussioni e interpretazioni contrastanti alla luce delle sentenze della Corte Internazionale di Giustizia e della Commissione di Giustizia dell’ONU, è stata affrontata con fermezza, sottolineando l’urgenza di riconoscerne la realtà al fine di agire in modo responsabile e conforme al diritto internazionale.
Servi ha concluso con un appello pressante a promuovere attivamente la pace e il dialogo, rifiutando categoricamente politiche militaristiche e sottolineando l’inaccettabilità di posizioni che sminuiscono la dignità umana, arrivando addirittura a definire i bambini in termini riduttivi e disumanizzanti.
L’impegno continuo verso questi principi rappresenta, secondo la vicepresidente, un dovere morale imprescindibile per ogni individuo e istituzione che aspiri a un futuro di giustizia e prosperità condivisa.

