La gestione finanziaria della Regione Umbria è al centro di un acceso dibattito politico, con l’opposizione che contesta la presidenza Proietti per una presunta inottemperanza nella pianificazione di risorse destinate all’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale (ARPA).
La Corte dei Conti, con la sua certificazione, ha evidenziato una parziale copertura del capitolo di spesa, sollevando interrogativi sulla capacità amministrativa della precedente amministrazione e chiedendo alla presidente Proietti di assumersi le proprie responsabilità.
Tuttavia, la narrazione si complica quando si considerano le azioni intraprese dalla Giunta Tesei nell’esercizio 2023.
Quest’ultima, con un atto di lungimiranza riconosciuto dalla Corte stessa, ha accantonato circa 14 milioni di euro come potenziale copertura per gli impegni verso ARPA, rafforzando la solidità del bilancio regionale.
Questa scelta strategica contrasta nettamente con le accuse mosse all’amministrazione Proietti.
L’opposizione, nel denunciare la presunta inottemperanza, sottolinea come il rendiconto 2024, approvato con voto contrario dell’opposizione stessa, non abbia previsto l’accantonamento dei necessari 8 milioni per ARPA, una criticità ora confermata dalla Corte dei Conti.
Si accusa la Giunta di aver preferito destinare l’intero avanzo a incrementare il Fondo crediti di dubbia esigibilità relativo al rimborso di dispositivi medici, un’operazione definita come “cospicuo assorbimento di risorse” dal presidente Colosimo, e che, secondo l’opposizione, avrebbe l’unico scopo di giustificare un’immagine distorta dei bilanci sanitari e di mascherare l’imposizione di nuove tasse agli umbri.
Il centrodestra e i gruppi civici ribadiscono come la Giunta Tesei abbia inoltre implementato una riforma legislativa nel 2024, separando in maniera trasparente le risorse destinate alla sanità da quelle per le funzioni ambientali di ARPA.
Questa riforma, che corregge una lacuna legislativa risalente al 1998, assicura piena conformità alle normative di finanza pubblica e garantisce una gestione più efficiente e mirata delle risorse.
La polemica si intensifica con l’accusa rivolta alla presidente Proietti di voler scaricare le responsabilità del rendiconto 2024 sulla precedente amministrazione, un tentativo giudicato improprio, considerando che la maggioranza di centrosinistra ha presentato, votato e approvato il documento in consiglio regionale, ignorando la necessità cruciale dell’accantonamento per ARPA.
L’intera vicenda solleva interrogativi significativi sulla trasparenza e l’efficacia della gestione finanziaria regionale, esigendo una piena chiarezza per tutelare l’interesse dei cittadini umbri e garantire la sostenibilità del sistema sanitario e ambientale.







