La crisi calcistica che attanaglia il Perugia Calcio ha raggiunto un punto di non ritorno, culminando con la separazione consensuale tra la società e il mister Piero Braglia.
La pesante sconfitta per 3-0 sul campo del Pineto, l’ennesima battuta d’arresto in una spirale negativa che si protrae da ben sette partite, ha accelerato un processo già in divenire.
Braglia, con un gesto di coraggio e profonda consapevolezza, aveva espresso pubblicamente, al termine del match, la sua intenzione di lasciare l’incarico.
La decisione della dirigenza, formalizzata attraverso una nota ufficiale, è stata quella di accogliere le dimissioni, esprimendo al contempo riconoscenza per l’impegno e la professionalità profusi durante il suo mandato.
L’esonero di Braglia, subentrato il 21 settembre dello scorso anno al posto di Vincenzo Cangelosi, si inserisce in un contesto di performance decisamente al di sotto delle aspettative.
La squadra, dopo dieci giornate di campionato, non ha ancora assaporato la gioia della vittoria, occupando una fragile posizione in classifica, penultima con soli tre punti nel girone B di Serie C.
Questo dato allarmante riflette non solo una mancanza di risultati concreti, ma anche potenziali disfunzioni a livello di strategia di gioco, gestione del gruppo e motivazione dei singoli.
Il futuro del Perugia è ora appeso a un filo, e il nome del successore a Braglia è fonte di fermento e speculazione tra i tifosi e gli addetti ai lavori.
Tra i papabili, emerge con forza la figura di Giovanni Tedesco, un bandiera del club e figura iconica per la tifoseria.
Tedesco, che ha vestito la maglia del Perugia dal 1998 al 2004, raggiungendo anche la fascia di capitano, incarna i valori di appartenenza e identità che la società spera di ritrovare.
Tuttavia, il panorama delle possibili soluzioni non si limita a Tedesco.
Si fanno strada anche suggestioni legate a figure storiche e profondamente radicate nella memoria del club.
In particolare, si parla di un possibile ritorno di Riccardo Gaucci, imprenditore che ha segnato un’epoca nella storia biancorossa, e di Walter Alfredo Novellino, allenatore che ha lasciato un’impronta significativa nella cultura tattica e nello spirito combattivo della squadra.
La prospettiva di un ritorno di queste figure, pur evocando nostalgia e speranza, solleva interrogativi complessi riguardo alla sostenibilità di un progetto a lungo termine e alla capacità di apportare un cambiamento radicale in un contesto così delicato.
La scelta del nuovo tecnico rappresenterà un momento cruciale per il futuro del Perugia, chiamato a ritrovare fiducia, identità e, soprattutto, la strada della vittoria.







