04 aprile 2025 – 20:53
Il mercato petroliero è scosso da un’ondata di pessimismo, portando le quotazioni del greggio a registrare una caduta netta del 7,41% al termine della sessione di trading a New York. Il prezzo del barile ha chiuso la giornata alle ore 21:00 UTC a un valore di circa 61,99 dollari, segnando il più forte calo dell’anno per quanto riguarda il greggio.L’annuncio della OPEC+ sulla riduzione delle esportazioni petrolifere, insieme alla tensione geopolitica e alle preoccupazioni relative al rallentamento della crescita economica globale, sono considerati tra i principali motivi responsabili di questa forte ripulsione nel mercato. Le attese circa una possibile recessione che coinvolgerebbe sia gli Stati Uniti d’America sia l’Eurasia hanno inoltre contribuito a scuotere le previsioni degli analisti, mettendo a repentaglio i progetti di investimento nel settore energetico.La mancata aderenza delle aziende petrolifere agli impegni contrattuali con la OPEC+ è al centro dei discorsi più accesi tra gli esperti del settore. Questo accordo, firmato dal gruppo degli Stati produttori di petrolio (OPEC), in collaborazione con Russia e altre nazioni non appartenenti all’organizzazione, prevede una riduzione delle esportazioni per aiutare a stabilizzare il mercato internazionale del greggio.Tuttavia, le aziende petrolifere non hanno finora rispettato gli obblighi contrattuali di ridurre le produzioni. Questo comportamento è da molti considerato un esempio di come la politica energetica sia in disaccordo con le aspettative dei mercati, e ha contribuito a creare un’atmosfera di sfiducia tra i compratori e i venditori di petrolio.Inoltre, l’aumento delle tasse petrolifere nel Regno Unito, annunciato nelle ultime ore, è stato giudicato come un ulteriore segnale che potrebbe accelerare il declino del prezzo. Le nuove imposte saranno applicate a partire da gennaio 2024 e potrebbero influenzare negativamente la domanda di petrolio nel Regno Unito, un importante consumatore energetico a livello mondiale.Infine, i sostenitori del cambiamento climatico continuano a pressare le nazioni industriali per una maggiore transizione verso fonti rinnovabili dell’energia. Questa campagna è da molti considerata un fattore determinante nella scelta di investire in tecnologie più pulite e sostenibili.In sintesi, il petrolio ha chiuso la settimana con una forte caduta, influenzato da una combinazione di fattori. La riduzione delle esportazioni petrolifere prevista dalla OPEC+, le tensioni geopolitiche, i timori per un rallentamento della crescita economica e l’aumento delle tasse petrolifere sono solo alcuni degli elementi che contribuiscono a scuotere il mercato del greggio.