Nel cuore di Dongjak-gu, a Seul, si erge il Cimitero Nazionale, un luogo solenne e maestoso, custode della memoria di chi ha versato l’estremo sacrificio per la Corea del Sud.
È qui, in questo spazio dedicato al ricordo, che la Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, ha reso omaggio ai caduti, in un gesto di profonda riverenza compiuto insieme ai capi di Stato e di Governo in visita alla Repubblica coreana.
La cerimonia, intrisa di significato e profonda simbologia, ha visto un protocollo impeccabile: il saluto solenne alla bandiera nazionale, l’affidamento di una corona di fiori, e l’atto meditativo dell’incenso offerto in tre precise e ripetute occasioni.
Questo numero, il tre, non è un dettaglio casuale ma un elemento intrinseco alla cultura coreana, un numero portatore di un significato profondo: l’unione armoniosa e imprescindibile tra il Cielo, la Terra e il Popolo, i pilastri fondamentali della società e dell’identità coreana.
È un richiamo all’equilibrio cosmico, all’interconnessione tra il divino, il terreno e la comunità.
La visita al Cimitero Nazionale, più che una formalità di Stato, si configura come un atto di partecipazione emotiva e spirituale.
La Presidente Meloni, in rappresentanza dell’Italia, ha voluto testimoniare la vicinanza del suo Paese al popolo coreano e riconoscere il coraggio e la dedizione di coloro che hanno combattuto per la libertà e l’indipendenza.
La Guerra di Corea, un conflitto dimenticato da molti, ha lasciato un segno indelebile nella storia coreana, con una perdita umana immane.
Il Cimitero Nazionale è un monumento a questa perdita, un luogo di riflessione sulla fragilità della pace e sull’importanza della resilienza.
Onorare i caduti significa non solo commemorare il loro sacrificio, ma anche trarre insegnamento dalla loro storia, rinnovando l’impegno per un futuro di pace e prosperità.
L’omaggio reso al Cimitero Nazionale di Seul, con la sua ricca simbologia e la solennità del suo protocollo, rappresenta un ponte di amicizia e solidarietà tra l’Italia e la Corea del Sud, un riconoscimento del valore universale del sacrificio umano e un monito per le generazioni future: non dimenticare mai coloro che hanno combattuto per la libertà e la dignità.
Il silenzio, l’incenso, i fiori, sono parole non dette, che esprimono un profondo rispetto e una gratitudine infinita.







