PORTOGHESI IN PIAZZA: BASTA AUSTERITÀ, GIUSTIZIA SALARIALE E DIGNITÀ PER TUTTI.

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Le piazze di Lisbona e Porto sono state occupate ieri da migliaia di portoghesi che hanno manifestato per chiedere giustizia salariale e fare sentire la loro voce in un momento cruciale della storia del Paese, a pochi mesi dalle elezioni legislative anticipate. Il messaggio lanciato dai manifestanti è chiaro: “È necessario cambiare politica” e questo è il segnale che vogliamo mandare al prossimo governo. La crisi economica e la perdita di dignità sono diventate un quotidiano per molti portoghesi, come ha affermato Célia Matos, un’infermiera di 52 anni di Lisbona, mentre Vitor Botas, un soldato in pensione di 62 anni, ha espresso la sua preoccupazione per la crisi abitativa e l’aumento dei senzatetto.Il movimento nazionale ha radunato migliaia di persone nel cuore di Lisbona su appello della Cgtp, la principale confederazione sindacale del Paese. Il loro obiettivo era chiaro: chiedere aumenti salariali di almeno il 15% e un minimo garantito di 150 euro per tutti i lavoratori. È tempo che le voci dei portoghesi siano sentite, non solo nelle elezioni, ma anche nel dibattito politico.Le elezioni legislative a maggio saranno le terze dal 2022, dopo la caduta dell’esecutivo di centrodestra guidato dal premier Luis Montenegro. La coalizione di destra moderata sembra essere in testa nelle intenzioni di voto, ma l’opposizione socialista e l’estrema destra sono vicine a rimanere ai margini della competizione politica. Gli ultimi sondaggi hanno fornito un quadro preciso delle aspettative dei portoghesi.Il clima è teso, ma i manifestanti sembrano determinati a far sentire la loro voce e cambiare le sorti del Paese. La richiesta di aumenti salariali diventa una questione di dignità nazionale, oltre che economica. Il prossimo governo dovrà fare i conti con queste aspettative e trovare soluzioni per soddisfare le esigenze dei portoghesi.La mobilitazione ha raggiunto il suo apice nel cuore di Lisbona, dove migliaia di persone hanno marciato insieme nella richiesta di giustizia salariale. È tempo che i politici ascoltino la voce del popolo e agiscano per migliorare la situazione economica e sociale del Paese.I manifestanti sembrano consapevoli dei rischi della crisi, ma sono determinati a non arrendersi. La protesta diventa un atto di resistenza contro le politiche di austerity che hanno condotto al ristagno economico e alla perdita di dignità per molti portoghesi.Il quadro è complesso, con la coalizione di destra moderata in testa nelle intenzioni di voto, ma l’opposizione socialista e l’estrema destra a corto di tempo per cambiare il corso delle elezioni. La preoccupazione per la crisi abitativa e l’aumento dei senzatetto è una questione urgente che richiede attenzione immediata.I manifestanti sembrano consapevoli del fatto che le elezioni non saranno solo un’occasione per scegliere il prossimo governo, ma anche per dare un segnale alle istituzioni e al mercato. La protesta diventa un atto di disobbedienza civile contro la crisi economica e sociale che ha colpito il Paese.Il clima è teso, ma i manifestanti sembrano determinati a fare sentire la loro voce e cambiare le sorti del Paese. La richiesta di aumenti salariali diventa una questione di dignità nazionale, oltre che economica. Il prossimo governo dovrà fare i conti con queste aspettative e trovare soluzioni per soddisfare le esigenze dei portoghesi.

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