Nel corso di ottobre, la Procura Romana ha formulato una richiesta di archiviazione del procedimento penale che vedeva coinvolto Donato Macchia, figura di spicco nel panorama imprenditoriale lucano, fondatore del Potenza Calcio e a capo di un gruppo industriale di riferimento nel settore delle energie rinnovabili in Basilicata.
L’iniziale accusa di turbativa d’asta, sollevata in relazione a una gara d’appalto del 2020 per l’assegnazione di terreni gestiti dall’Ismea, è stata giudicata infondata.
La notizia è stata comunicata dall’avvocato Francesco Ciampa, responsabile dell’Ufficio Legale del Gruppo Macchia.
L’archiviazione, come sottolineato dall’avvocato Ciampa, giunge al termine di un percorso processuale irto di complessità, principalmente dovute a questioni di giurisdizione.
Il fascicolo ha subito per anni un’anomala detenzione presso la Procura di Potenza, nonostante ripetuti accertamenti che ne evidenziavano l’incompetenza territoriale.
Un procedimento cautelare avviato nel 2022 e successivamente risolto con una sentenza della Corte di Cassazione nel 2023, ha inequivocabilmente confutato qualsiasi sospetto di collusione tra l’imprenditore e organizzazioni criminali, un’illazione particolarmente dannosa per la sua immagine.
Solo verso la fine del 2023, gli atti sono stati correttamente trasferiti alla Procura capitolina, permettendo una valutazione completa del caso.
La difesa di Macchia ha fornito un’ampia documentazione, ricostruendo dettagliatamente la storia imprenditoriale del Gruppo Macchia, un percorso caratterizzato da innovazione, sviluppo sostenibile e creazione di posti di lavoro.
Questa mole di informazioni, unitamente a una rigorosa analisi delle dinamiche della gara d’appalto, ha convinto la Procura a concludere che non sussistono elementi sufficienti per sostenere un’azione penale.
L’avvocato Ciampa ha definito la decisione come un riconoscimento doveroso della totale estraneità di Donato Macchia alle accuse mosse, auspicando che ponga fine a una situazione di stallo protrattasi in modo ingiustificato.
Questo protrarsi del procedimento, amplificato dalla risonanza mediatica, ha in modo iniquo offuscato la reputazione dell’imprenditore lucano, ora restituita alla sua integrità.
L’evento sottolinea l’importanza di una corretta attribuzione della giurisdizione e di un’efficace gestione dei procedimenti legali, soprattutto quando si tratta di figure imprenditoriali di rilievo e di contestazioni complesse che impattano sulla loro immagine pubblica e sulla credibilità delle loro attività.
La vicenda evidenzia anche come una difesa preparata e un’approfondita ricostruzione dei fatti possano contribuire a dissipare ombre e a ristabilire la verità.







