Piano Diga Marsico Nuovo: Approvato il Piano di Protezione Civile

Il Piano di Protezione Civile (PPC) per la diga di Marsico Nuovo, in provincia di Potenza, è stato ufficialmente approvato dal Prefetto Michele Campanaro, segnando un passo significativo nel sistema di gestione del rischio idrogeologico della regione.

Il provvedimento, frutto di un’elaborazione complessa e multidisciplinare, formalizza e rafforza le procedure operative e la distribuzione delle responsabilità in caso di emergenze che possano minacciare l’integrità della struttura o mettere a rischio le popolazioni a valle.
La redazione del PPC, coordinata dall’Ufficio Tecnico Dighe di Napoli, ha visto la collaborazione sinergica tra l’Autorità Idraulica competente per il bacino idrografico, la Protezione Civile regionale e il Consorzio di Bonifica Basilicata, ente gestore dell’opera.

Questo approccio integrato è cruciale per garantire una risposta efficace e tempestiva, considerando la complessità degli scenari di rischio potenziali.

Il documento analizza e definisce due macro-categorie di pericolo: il “Rischio Diga” e il “Rischio Idraulico a Valle”.
Il primo si concentra sulle anomalie o eventi critici che potrebbero interessare direttamente la diga, compromettendone la stabilità strutturale e potenzialmente causando danni alle aree immediatamente circostanti.
Questo include, ad esempio, problematiche legate alla geologia del sito, alla stabilità dei pareri, o a potenziali cedimenti.

La valutazione di questo rischio implica l’analisi di dati geotecnici, sismici, e strutturali, oltre a una continua monitoraggio delle condizioni operative della diga.

Il “Rischio Idraulico a Valle”, invece, si focalizza sull’impatto degli scarichi regolati dalla diga sull’ecosistema fluviale e sulle comunità insediate nelle aree a valle.
La gestione di questo rischio richiede un’attenta modellazione idrologica e idraulica per prevedere e mitigare il potenziale di inondazioni e esondazioni, tenendo conto non solo delle precipitazioni intense, ma anche di fattori come la presenza di sedimenti nel bacino e la morfologia del letto del fiume.
L’analisi di questo rischio si articola in diversi livelli di allerta, basati su soglie di precipitazione e livelli del fiume, che determinano l’attivazione di procedure specifiche di evacuazione e protezione.

L’approvazione del PPC rappresenta un elemento chiave nella strategia di prevenzione e gestione delle emergenze, in linea con le direttive nazionali e con l’impegno costante delle istituzioni locali verso la salvaguardia delle comunità.
Campanaro ha sottolineato come questa azione rafforzi significativamente il sistema di protezione civile, evidenziando l’importanza di una cultura della prevenzione, basata sulla conoscenza del territorio e sulla costante formazione del personale coinvolto nella gestione del rischio idrogeologico.
Il documento non è un fine a se stesso, ma un punto di partenza per un processo continuo di miglioramento, attraverso l’aggiornamento periodico dei modelli di rischio, l’implementazione di nuove tecnologie di monitoraggio e la simulazione di scenari di emergenza per testare l’efficacia delle procedure operative.

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