Il 31 ottobre e il 1° novembre, in un abbraccio collettivo che si materializza in piazza Elettra a Marconia di Pisticci (Matera), si rinnova l’appuntamento con “Un ciclamino per DeaXsempre”, un gesto simbolico che racchiude un impegno profondo: sostenere l’associazione nata dalle ceneri del dolore di Mirna Mastronardi, madre di Dea, la quindicenne strappata alla vita troppo prematuramente.
Più che un semplice acquisto, si tratta di un atto di partecipazione a una missione che affonda le radici nella prevenzione del disagio giovanile, un malessere spesso occulto, avvolto nel silenzio e alimentato da un mondo complesso e in continuo mutamento.
DeaXsempre non è nata come una risposta emotiva, ma come un progetto concreto, un faro di speranza per un’intera generazione.
In meno di un anno, l’associazione ha saputo far sentire la propria voce oltre i confini locali, raggiungendo i palazzi del potere – Palazzo Chigi e la Camera dei Deputati – dove sono attualmente in discussione proposte di legge volte a rafforzare le misure di prevenzione del disagio giovanile.
L’impegno si traduce in incontri, laboratori, progetti didattici che coinvolgono scuole di tutta Italia, creando spazi sicuri dove i ragazzi possano esprimere le proprie fragilità, condividere esperienze, trovare conforto e, soprattutto, capire che chiedere aiuto non è un segno di debolezza, ma di coraggio.
“Il dolore per la perdita di mia figlia è un abisso incolmabile, ma ho sentito l’imperativo di trasformare questo dolore in azione, in un ponte verso altri ragazzi che potrebbero trovarsi nella stessa situazione di Dea,” racconta Mirna, con la voce rotta dall’emozione.
“Abbiamo creato un’associazione che porta il suo nome, con la speranza di riconoscere e accogliere quei giovani invisibili, quelli che soffrono in silenzio, intrappolati in un vortice di solitudine e disperazione.
“L’associazione non si limita a offrire un ascolto empatico, ma si pone come un catalizzatore per un cambiamento sistemico, un’urgenza di sensibilizzazione su temi cruciali come il suicidio adolescenziale e i rischi connessi all’esposizione online.
“Porto con me il peso delle loro storie, la tenerezza dei loro abbracci, il ricordo dei loro sorrisi,” confida Mirna.
“Ogni ragazzo che incontro è un frammento di Dea, con le sue insicurezze, la sua intelligenza, quel bagliore negli occhi che mi commuove profondamente.
“Il futuro dell’associazione si proietta verso una rete collaborativa, un’alleanza tra istituzioni, scuole e associazioni, per offrire un supporto concreto e personalizzato.
“Non possiamo operare isolati; non abbiamo la presunzione di risolvere i problemi del mondo, ma ci impegniamo a collaborare attivamente con chi condivide la nostra visione,” sottolinea Mirna.
“Continueremo a sollecitare l’attenzione sul tema, a proporre soluzioni concrete, a essere al fianco di chi si prende cura dei giovani, perché la loro salute mentale e il loro benessere sono un patrimonio inestimabile per l’intera comunità.
”Dea non ha potuto essere salvata, ma il suo ricordo alimenta una missione che diventa un faro per il futuro: dare voce a chi si sente perso, accogliere chi si sente solo, proteggere chi è fragile.
Essere presenti, guardare negli occhi, ascoltare con il cuore: questo è l’impegno di DeaXsempre, un’associazione che si pone controcorrente, rifiutando la virtualità e abbracciando l’umanità.

