Melfi: Parole, Storia e Futuro al Festival Fantastico Medioevo

Il suggestivo borgo di Melfi, in Basilicata, ha recentemente ospitato l’edizione più recente del festival “Parole, tra passato e presente”, un evento cruciale all’interno del più ampio progetto “Fantastico Medioevo”.
Questo ambizioso cartellone, promosso dalla Presidenza della Giunta Regionale della Basilicata e coordinato dalla Fondazione Matera Basilicata 2019, si avvale della collaborazione di Apt Basilicata, Lucana Film Commission, Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, e della Regione Normandia, sotto la direzione scientifica di Fulvio Delle Donne.

Il festival si è configurato come un crocevia intellettuale, un’esplorazione stratificata di temi che permeano la nostra contemporaneità, illuminati dalla luce della storia normanna e sveva, periodi di straordinaria importanza per l’identità lucana.
Ben undici dialoghi, animati da un variegato panel di voci autorevoli – storici, giornalisti, esperti di politica, teologia, economia, tutela ambientale, archeologia e promozione turistica – hanno tessuto una rete di riflessioni complesse e stimolanti.
L’itinerario concettuale del festival non si è limitato a una mera elencazione di argomenti.

Lo “stato”, inteso come forma di organizzazione sociale e politica, è stato indagato alla luce del concetto di “ospitalità”, fulcro di relazioni interpersonali e di scambi culturali.
I maestosi “castelli”, testimoni silenziose di potere e di strategie territoriali, sono stati messi in relazione con il sacro, con la spiritualità che permeava la vita medievale.

L’ambiente, oggi più che mai al centro del dibattito globale, è stato riletto attraverso la lente della falconeria, antica arte che univa l’uomo alla natura.

La riflessione sulla “città”, spazio di incontro e di conflitto, si è intrecciata con la “memoria”, custode delle identità e delle storie che ci definiscono.
Il Mediterraneo, crogiolo di civiltà e ponte tra continenti, è stato analizzato in relazione all’ “immagine”, veicolo di comunicazione e strumento di potere.

Infine, il tema della “pace”, aspirazione universale e condizione necessaria per lo sviluppo umano, ha fornito una cornice etica per l’intera riflessione.
L’ambizione del festival non era quella di fornire risposte definitive, bensì di sollecitare un’analisi critica e approfondita di concetti chiave, spesso dati per scontati.

Come sottolineato dal direttore scientifico Delle Donne, la Basilicata, tra l’XI e il XIII secolo, rappresentò un vero e proprio epicentro di innovazione in ambito culturale, ideologico, sociale e politico.
Il festival, dunque, si è proposto di recuperare questa eredità, rendendola rilevante per le sfide del presente e proiettandola verso il futuro, in un dialogo continuo tra passato e contemporaneità.

Si è trattato di un’occasione per riscoprire le radici della nostra identità e per riflettere sulle responsabilità che ne derivano.

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