Il centenario della nascita di Rocco Scotellaro si configura non solo come un’occasione per ripercorrere la sua esistenza e la sua opera, ma anche come un momento cruciale per rileggere la sua figura attraverso le lenti delle scienze sociali e, in particolare, dell’antropologia.
È con questa prospettiva che il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario, nell’ambito del suo accurato programma triennale (2023-2025), promuove un Convegno di studi a Matera, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi della Basilicata, il 28 e 29 maggio.
L’iniziativa non si limita a una commemorazione celebrativa, ma ambisce a stimolare un’analisi critica e approfondita che vada oltre i confini tradizionali della critica letteraria e saggistica.
Il contributo dell’antropologia, come sottolinea il presidente della Società Italiana di Antropologia Culturale (Siac), Ferdinando Mirizzi, si rivela essenziale per cogliere la complessità della figura di Scotellaro, dislocando l’attenzione sia sulla sua traiettoria umana e politica, segnata da un impegno civile e politico precoce e intenso, sia sulle problematiche e i temi che emergono dalla sua produzione intellettuale, un corpus variegato che spazia dalla poesia al teatro, dall’impegno politico alla riflessione filosofica.
L’antropologia, con il suo sguardo privilegiato sulle dinamiche sociali e culturali, permette di ricostruire il contesto storico e geografico che ha plasmato l’opera di Scotellaro, un contesto profondamente radicato nel Mezzogiorno d’Italia, con le sue contraddizioni, le sue aspirazioni, le sue ferite aperte.
È possibile, attraverso questa lente, esplorare come l’esperienza personale di Scotellaro, le sue origini umili e la sua sensibilità al disagio sociale, si siano tradotti in una scrittura profondamente legata al territorio e ai suoi abitanti.
Il Convegno intende quindi analizzare non solo le opere di Scotellaro, ma anche il modo in cui esse sono state recepite e interpretate nel corso del tempo, esaminando le diverse “evocazioni” e “discussioni” che hanno accompagnato la sua eredità intellettuale.
L’obiettivo è quello di ricostruire un quadro complesso e articolato, che tenga conto delle trasformazioni sociali e culturali che hanno investito il Mezzogiorno e l’Italia intera, e che permetta di apprezzare la straordinaria attualità del pensiero di Scotellaro, un intellettuale che ha saputo coniugare la profondità filosofica con la concretezza dell’impegno civile, e che continua a stimolare riflessioni e interrogativi fondamentali per la comprensione della nostra contemporaneità.
Si punta a interrogare il lascito scotellariano alla luce delle sfide del presente, riflettendo su come i temi da lui sollevati – l’identità, l’alterità, la giustizia sociale, il rapporto tra individuo e comunità – siano ancora oggi di cruciale importanza per il dibattito pubblico.







