Preservare la cucina italiana significa tutelare un’eredità complessa, un intreccio di storia, cultura, agricoltura, antropologia e, soprattutto, identità.
La Luigi Diotaiuti Foundation nasce da questa profonda convinzione, un’organizzazione dedicata a garantire continuità e rigore nella salvaguardia di un patrimonio culinario spesso fragile, minacciato dall’omologazione e dalla perdita di connessione con le radici territoriali.
Il percorso della Fondazione affonda le sue origini nell’esperienza pluridecennale dello chef Luigi Diotaiuti, ambasciatore lucano nel mondo, che ha saputo trasformare una profonda conoscenza dei territori e delle comunità in un progetto di ampio respiro, finalizzato a creare una rete di competenze, responsabilità e azioni concrete.
La Fondazione si pone come avanguardia nella protezione e valorizzazione della cucina italiana tradizionale, considerata non un mero insieme di ricette, ma un elemento costitutivo del patrimonio culturale immateriale, in linea con i principi promossi dall’UNESCO.
L’approccio è multidisciplinare: ricerca storica e antropologica, divulgazione attraverso eventi e media, e soprattutto, interventi mirati a sostenere le pratiche agricole e pastorali a rischio di estinzione.
Si tratta di un lavoro che va oltre la semplice documentazione, mirando a creare modelli alimentari sostenibili, fondati sul rispetto della biodiversità, della stagionalità e dell’equilibrio ambientale.
Tra le iniziative più significative spicca PastaLab, un laboratorio di ricerca e sperimentazione che unisce Italia e Stati Uniti, con l’obiettivo di riscoprire e innovare le tecniche di lavorazione della pasta tradizionale.
Il progetto “Sirino in Transumanza” celebra un’antica pratica pastorale che protegge il paesaggio e il benessere animale, mentre la promozione dei grani antichi e il Forum Mondo Pane riconoscono il ruolo cruciale dei cereali nella storia alimentare italiana.
Il Congresso Internazionale biennale dedicato alle cucine arcaiche offre una piattaforma per lo scambio di conoscenze tra studiosi e appassionati, mentre il docufilm “Transumanza: un’antica pratica con valori moderni” offre una testimonianza visiva del legame tra uomo, territorio e tradizioni.
Guardando al futuro, nel 2026 la Fondazione si concentrerà su un evento dedicato alle razze autoctone di capre italiane, con particolare attenzione a quelle a rischio di scomparsa, e lancerà un progetto innovativo che esplora il potenziale della pasta e della cucina tradizionale come ponte tra memoria, sostenibilità e innovazione.
L’impegno si concretizza nel piatto: dalla riscoperta di preparazioni regionali come gli gnocchi di Fardella, il pomodoro fresco, le laganelle (considerate la pasta più antica d’Italia) e il caciocavallo, simboli di un’identità gastronomica che si nutre di territorio, storia e creatività.
Luigi Diotaiuti sottolinea che la cucina italiana è molto più che semplice nutrimento: è un’espressione culturale, un racconto storico, un impegno per la sostenibilità e una celebrazione della bellezza.
La sua difesa rappresenta la salvaguardia di un bene comune, di un’identità che appartiene a tutti gli italiani e al mondo.
In un contesto globale caratterizzato da un flusso costante di visitatori e da una crescente pressione verso l’omologazione del gusto, la Luigi Diotaiuti Foundation lancia un appello: la tradizione non è un rimpianto del passato, ma una risorsa per il futuro, un patrimonio da proteggere con passione e consapevolezza.
La sfida è trasformare la memoria in azione, garantendo che il sapore autentico dell’Italia continui a ispirare le generazioni a venire.







