La situazione agricola in Basilicata si è trasformata in un quadro surreale, un vero e proprio teatro dell’assurdità dove comunicati stampa contrastanti e accuse reciproche tra l’assessore all’Agricoltura e il Presidente della Regione mascherano una profonda crisi strutturale.
Questa constatazione, espressa con fermezza dai consiglieri regionali dell’opposizione di centrosinistra, non può essere ignorata e necessita di un’analisi approfondita delle responsabilità e delle prospettive future.
L’inerzia dell’amministrazione regionale ha portato a conseguenze drammatiche per il settore primario.
La dichiarazione tardiva della crisi idrica, mancata riconoscimento a livello nazionale nonostante le evidenze, e il rischio concreto di disimpegno di ingenti fondi europei (stimati in almeno 15 milioni di euro) testimoniano una gestione carente e una pianificazione deficitaria.
Le promesse non mantenute, le risorse non appostate nel bilancio e l’assenza di previsioni per il 2026 delineano un futuro incerto per le aziende agricole lucane.
L’impatto negativo si estende a diversi ambiti: gli operai idraulico-forestali si trovano in una posizione precaria, la zootecnia affronta sfide significative, l’attenuazione dei canoni irrigui appare un miraggio e, più in generale, il sostegno alle imprese agricole, già soffocate dall’aumento dei costi di produzione e dalla scarsa trasparenza nella gestione della risorsa idrica, è insufficiente.
La mancanza di misure a supporto del credito aggrava ulteriormente la situazione.
Il centrosinistra denuncia un evidente abbandono da parte del Presidente Bardi e del centrodestra, i quali sembrano più impegnati a scaricare responsabilità che a ricercare soluzioni concrete.
La situazione è amplificata dalla mancanza di una cabina di regia, un vuoto di direzione politica che si manifesta nella gestione dell’acqua, nella programmazione agricola e nelle scelte strategiche.
L’isolamento dell’assessore Cicala è solo la punta dell’iceberg di un problema ben più profondo: la responsabilità primaria ricade sul Presidente della Regione, accusato di distacco dalla realtà delle emergenze lucane e di interventi tardivi e frammentari.
L’opposizione ha presentato proposte concrete e mirate per sostenere il settore, tra cui l’istituzione di un osservatorio permanente sulla gestione della risorsa idrica, la dichiarazione dello stato di emergenza e l’adozione di misure straordinarie.
Queste proposte sono rimaste inascoltate, evidenziando una chiusura all’ascolto e alla collaborazione.
Di fronte a questo scenario, i consiglieri di minoranza ritengono indispensabile un cambio radicale di metodo e di approccio.
È necessario un incontro urgente con le organizzazioni di categoria e le associazioni di settore per costruire una piattaforma di interventi realistica, basata su trasparenza, responsabilità e pianificazione.
La Basilicata non può continuare a reagire alle emergenze improvvisate, sperando in una soluzione miracolosa.
È fondamentale una regia politica forte e competente, capace di garantire una gestione sostenibile della risorsa idrica e di definire una visione strategica per il futuro dell’agricoltura lucana, un futuro che altrimenti rischia di essere compromesso.
La necessità di una strategia a lungo termine è imperativa per assicurare la resilienza e la prosperità del settore agricolo, pilastro fondamentale dell’economia regionale.







