Favilli lascia Matera: gratitudine e un legame indelebile.

L’esperienza prefettizia a Matera si conclude con un senso di profonda gratitudine, un sentimento che traspare dalle parole di Cristina Favilli, ora destinata a Lucca.

L’incarico, inizialmente affrontato con un misto di timore reverenziale e responsabilità, si è trasformato in un percorso ricco di incontri, sfide e un legame imprescindibile con il territorio.
Lasciare questa terra, intrisa di storia e bellezza, non è privo di malinconia, ma il bilancio è costellato di risultati tangibili, frutto di una sinergia virtuosa tra istituzioni e comunità.

Il dialogo continuo, improntato all’ascolto attivo e alla collaborazione, ha permesso di affrontare le complesse problematiche locali, bilanciando l’esigenza di sicurezza con la salvaguardia dell’identità culturale.
Tra le tappe più significative, la Festa della Madonna della Bruna emerge come un simbolo potente.

L’evento, con le sue radici antiche e la sua carica emotiva, ha rappresentato una prova di gestione delicata, richiedendo un’attenta mediazione tra le prerogative istituzionali e la sacralità della tradizione.
La Festa, tuttavia, ha anche offerto un’opportunità unica per immergersi nella spiritualità e nel senso di appartenenza che caratterizzano il popolo materano, un’esperienza che ha profondamente arricchito il prefetto.

Il lavoro svolto non si è limitato alla gestione dell’ordine pubblico e alla sicurezza, ma ha mirato a promuovere uno sviluppo armonico, che coniughi progresso economico, giustizia sociale e rispetto dei diritti fondamentali.

La prefettura ha inteso essere un punto di riferimento per la collettività, un facilitatore di opportunità e un garante del principio di legalità, consapevole che la crescita di una comunità dipende dalla sua capacità di affrontare le sfide con coraggio, resilienza e spirito di collaborazione.
Con l’augurio di un futuro prospero per Matera, un futuro che veda il consolidamento dei progressi compiuti e la nascita di nuove opportunità, la prefetto Favilli esprime la sua più sentita riconoscenza per l’accoglienza calorosa e la sensibilità dimostrata, un patrimonio di umanità che resterà indelebilmente impressa nel suo cuore.

Un grazie che non è solo una formalità, ma il sigillo di un legame profondo, forgiato nel rispetto reciproco e nella condivisione di valori comuni.

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