L’Assessorato Agricoltura e Risorse naturali presenta l’edizione 2026 di Alpages Ouverts, la manifestazione organizzata dall’Association Régionale des Éleveurs Valdôtains (AREV) in collaborazione con l’Assessorato che, da ventisei anni, apre le porte degli alpeggi valdostani per far conoscere da vicino il lavoro degli allevatori, la produzione casearia d’alta quota e il profondo legame tra uomo, animali e territorio.
L’iniziativa offre ai visitatori l’opportunità di vivere un’autentica esperienza in alpeggio, scoprendo le attività quotidiane degli allevatori e il ruolo fondamentale che gli alpeggi svolgono nella tutela del paesaggio alpino e nella valorizzazione dell’agricoltura di montagna.
Gli alpeggi rappresentano un patrimonio ambientale, economico e culturale di straordinario valore. Biodiversità, pascoli d’alta quota, razze bovine autoctone e saperi tramandati nel tempo si fondono dando vita a produzioni casearie uniche. La ricchezza della microflora naturale, la qualità dei foraggi e le tecniche di lavorazione tradizionali conferiscono ai formaggi aromi e caratteristiche irripetibili, autentica espressione del territorio valdostano.
Benessere animale, sostenibilità ambientale ed equilibrio tra attività umana ed ecosistema alpino sono i principi che guidano la manifestazione, offrendo ai partecipanti un’occasione per comprendere il valore dell’agricoltura di montagna e il contributo degli allevatori alla tutela del territorio.

Il programma 2026
L’edizione 2026 prevede quattro appuntamenti dedicati alla scoperta di altrettanti alpeggi, scelti per le loro caratteristiche produttive, zootecniche e paesaggistiche:
- Sabato 18 luglio – Alpeggio Töifi, a Issime, nel suggestivo Vallone di San Grato, gestito dalla famiglia Ronco.
- Giovedì 30 luglio – Alpeggio Mont Forciaz, in Valgrisenche, ospiti della famiglia di Stefano Mosquet.
- Mercoledì 12 agosto – Alpe Seutse, a Valtournenche, gestita dalla famiglia Parleaz-Chatrian, il punto più alto dell’edizione con i suoi 2.350 metri di quota.
- Giovedì 20 agosto – Alpeggio Vayoux, nel vallone di Saint-Barthélemy, in comune di Nus, lungo il sentiero che conduce al lago Luseney, ospiti della famiglia Balicco-Patruno.
Una giornata tra natura, allevamento e tradizione
Gli appuntamenti sono aperti a tutti coloro che desiderano trascorrere una giornata immersi nella natura e conoscere da vicino la vita in alpeggio.
A partire dalle ore 10 saranno organizzati percorsi guidati dedicati all’allevamento bovino, al pascolo, alla mungitura e alla trasformazione del latte in formaggio.
Nel corso della giornata i tecnici dell’Institut Agricole Régional proporranno attività nell’ambito del progetto ECO ALP 2050 – Ecosistemi d’alpeggio: azioni, innovazioni, prospettive 2050, finanziato dal Programma di cooperazione Interreg VI-A Francia-Italia ALCOTRA e cofinanziato dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), dedicate alla conoscenza della vegetazione alpina e alla gestione sostenibile dei pascoli.
Il programma sarà arricchito dagli approfondimenti naturalistici e paesaggistici curati dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta e da laboratori e attività dedicate ai più piccoli.
Dalle ore 12 circa sarà inoltre possibile degustare i prodotti dell’alpeggio ospitante e specialità preparate con carne valdostana.
Il Presidente dell’Association Régionale des Éleveurs Valdôtains, Davide Ronc, sottolinea il valore della manifestazione: “Alpages Ouverts è ormai un appuntamento entrato nella tradizione dell’estate valdostana. Ringrazio l’Assessore all’Agricoltura per il sostegno alla manifestazione e, soprattutto, le famiglie di allevatori che hanno scelto di aprire le porte dei propri alpeggi. A loro va la gratitudine e la stima dell’Associazione per il prezioso contributo offerto a un’iniziativa fondamentale per far conoscere ai consumatori l’autenticità delle nostre produzioni.“
L’Assessore all’Agricoltura e Risorse naturali, Speranza Girod, evidenzia l’importanza dell’iniziativa per la promozione dell’agricoltura di montagna: “Alpages Ouverts rappresenta un’importante occasione per conoscere da vicino la realtà degli alpeggi valdostani e il valore del lavoro quotidiano dei nostri allevatori. Attraverso questa iniziativa cittadini e turisti possono comprendere quanto il settore zootecnico sia fondamentale non solo per la produzione di eccellenze agroalimentari, ma anche per la tutela del territorio, del paesaggio e della biodiversità. Ringrazio AREV e tutte le famiglie di allevatori che, con disponibilità e passione, aprono le porte dei loro alpeggi contribuendo a valorizzare e promuovere l’agricoltura di montagna valdostana.“

