Nel cuore dell’entroterra imperiese, Vàsia, un microcosmo di 350 anime incastonato tra uliveti secolari e amato dai turisti tedeschi, si erge a esempio inaspettato di efficienza nella lotta all’evasione fiscale.
Il comune, nel 2024, ha incassato 20.710 euro derivanti dal recupero di evasione, una cifra che supera di gran lunga quella della capitale, Roma, con i suoi 2,75 milioni di abitanti, che si attesta a soli 10.145 euro.
La peculiarità di questo successo non risiede in risorse straordinarie o in complesse strategie, ma in una leadership illuminata.
Mauro Casale, il sindaco cinquantenne, è un funzionario dell’Agenzia delle Entrate, una qualifica che gli conferisce una profonda conoscenza dei meccanismi fiscali e delle insidie dell’evasione.
Questa competenza, unita a un approccio proattivo e orientato alla prevenzione, ha permesso a Vàsia di intercettare flussi finanziari altrimenti dispersi.
Il modello Vàsia si fonda su un’attenzione capillare.
L’amministrazione comunale monitora con rigore i rapporti con i fornitori di servizi pubblici, analizzando con scrupolo ogni operazione riguardante l’edificazione e la cessione di terreni edificabili.
Questa vigilanza costante permette di identificare anomalie e irregolarità, spesso nascoste in complesse operazioni finanziarie.
La recente riforma legislativa, che ha ridotto la percentuale di tasse evase recuperate spettante ai comuni dal 100% al 50%, ha comportato una flessione nell’incasso, ma non ha intaccato l’impegno dell’amministrazione.
L’episodio specifico che ha portato all’incasso di 20.710 euro riguarda una ditta che aveva usufruito indebitamente di un regime fiscale agevolato.
La segnalazione del comune, tempestiva e precisa, ha portato a un intervento della Guardia di Finanza e al recupero dell’imposta evasa.
Ma la lotta all’evasione non si limita alla repressione.
Il comune di Vàsia è attivamente impegnato nella prevenzione, contrastando la speculazione edilizia e promuovendo la trasparenza.
La compravendita di terreni edificabili, spesso utilizzata come strumento di speculazione, viene attentamente monitorata per garantire il pagamento delle imposte sulle plusvalenze.
L’amministrazione comunale, guidata da Casale, sottolinea l’importanza di un approccio collaborativo e orientato all’assistenza dei cittadini.
L’obiettivo non è punire, ma aiutare a conformarsi agli obblighi fiscali.
La comunicazione delle bollette relative all’acqua è sfruttata come un’opportunità per ricordare ai residenti le scadenze relative a Imu e Tari, evitando così l’applicazione di sanzioni.
Il caso di Vàsia non è una mera curiosità statistica, ma un esempio concreto di come una leadership competente e un’amministrazione attenta possano generare risultati significativi nella lotta all’evasione fiscale, dimostrando che anche i piccoli comuni possono svolgere un ruolo cruciale nel garantire l’equità del sistema tributario e il benessere collettivo.
Il modello Vàsia rappresenta un faro per altre comunità, un invito a ripensare l’approccio alla fiscalità in chiave di prevenzione, trasparenza e collaborazione.







