Lo Spezia calcio, galvanizzato dal recente successo esterno contro l’Avellino, mostra segni tangibili di risalita, ma una disattenzione clamorosa, un’involontaria autogol del portiere Sarr, nebbia una partita complessivamente solida contro un Padova combattivo, conclusasi con un pareggio per 1-1.
La prestazione, sebbene offuscata da un episodio critico, rivela un’evoluzione tattica e di gioco per gli aquilotti, che denota una ritrovata capacità di gestione della partita.
Il primo tempo si apre con un Spezia determinato a imporre il proprio gioco.
Al diciassettesimo minuto, una schematica azione offensiva culmina con un cross preciso di Di Serio, che trova il tocco imperioso di Lapadula, abile a superare in elevazione il difensore avversario Perrotta.
L’italoperuviano, in stato di grazia, dimostra ancora una volta la sua letale intuizione sottoporta e la sua capacità di interpretare al meglio i movimenti in area.
La squadra di D’Angelo, in quel momento, sembra avere il controllo della partita, ma al trentaquattresimo minuto Lapadula stesso, in un’opportunità d’oro per raddoppiare, esita un istante, perdendo il tempismo cruciale per una precisa deviazione aerea.
Un attimo prima, Di Serio, con una conclusione dalla distanza, aveva messo alla prova i riflessi del portiere Fortin, che rispondeva con una difficile parata a pugni.
Questo episodio evidenzia come, nonostante la buona impostazione, la freddezza e la rapidità decisionale in area di rigore rimangano margini di miglioramento.
La ripresa vede lo Spezia impostarsi su una gestione prudente, focalizzata sulla copertura dei tentativi di lancio lungo del Padova.
La squadra ligure mostra un’organizzazione difensiva più solida, capace di neutralizzare le avanzate avversarie.
Sembra che la vittoria sia ormai certa, quando, al minuto settantasei, l’errore di Sarr, un rinvio impreciso che si trasforma in un assist involontario per Lasagna, rimescola le carte in tavola.
L’attaccante padovano, inaspettatamente liberato, intercetta la sfera con una traiettoria beffarda, che si insacca alle spalle di un portiere in stato di shock.
L’involontaria rete, un colpo di scena che spegne l’entusiasmo dei tifosi spezzini, testimonia la fragilità che può insidiare anche le squadre più preparate e la crudele imprevedibilità del calcio.
Al termine della partita, il tecnico D’Angelo, con pragmatismo, minimizza l’episodio, sottolineando come simili disattenzioni possano capitare, ma rivendica la qualità complessiva della prestazione offerta dalla sua squadra, un segnale di incoraggiamento per il futuro e un invito a non lasciarsi abbattere da un singolo, seppur significativo, episodio.
La partita, pur con la amarezza del pareggio, lascia intravedere un Spezia in crescita, capace di interpretare al meglio le proprie potenzialità, ma ancora alla ricerca di quella dose di cinismo e di impeccabilità che separa la buona prestazione dal risultato pieno.








