martedì 3 Febbraio 2026

PSA: Allarme in Piemonte e Liguria, casi in aumento

L’emergenza Peste Suina Africana (PSA) continua a manifestare la sua persistenza nel contesto piemontese e ligure, evidenziando la complessità del quadro epidemiologico e le sfide poste alla gestione del fenomeno.

I dati più recenti, elaborati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle regioni di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta (Izs), aggiornati al 14 dicembre, testimoniano una progressiva escalation dei casi di PSA riscontrati nella fauna selvatica, con particolare attenzione alle popolazioni di cinghiali.
In Piemonte, la situazione rimane critica, con l’individuazione di due ulteriori positività nel territorio provinciale di Alessandria.
Il comune di Molare, già epicentro di una significativa concentrazione di casi, registra ora un totale di ventuno animali infetti, mentre a Predosa si contano quattro casi.
Il numero complessivo di positività in Piemonte si attesta quindi a 796, sottolineando la vasta diffusione del virus e la sua capacità di propagarsi rapidamente attraverso l’ambiente.
Fortunatamente, al momento, non si rilevano nuovi focolai all’interno degli allevamenti suinicoli, un aspetto cruciale per la salvaguardia del settore zootecnico e per evitare ulteriori ripercussioni economiche.

La Liguria, parallelamente, affronta una situazione altrettanto complessa.
Sono state accertate sette nuove positività nella popolazione di cinghiali liguri.

Tre casi sono stati individuati nel comune di Serra Riccò (Genova), portando il totale dei casi in quell’area a trenta.
Un caso è stato rilevato nel comune di Savona, incrementando il numero complessivo a venti.

Tre ulteriori casi emergono nel comune di Rocchetta di Vara (Spezia), segnando l’introduzione del virus in un’area precedentemente non interessata e portando a un totale di diciotto comuni liguri colpiti.
Il numero complessivo di positività in Liguria sale quindi a 1.162, riflettendo la difficoltà di contenimento del virus e la sua continua espansione territoriale.

L’incremento dei casi, che porta il numero totale dei comuni italiani con almeno una positività riscontrata a 188, con particolare riferimento ai comuni liguri di Rocchetta di Vara, pone serie interrogativi sulle strategie di controllo e prevenzione adottate.
La diffusione della PSA è influenzata da fattori ambientali complessi, come la densità della popolazione di cinghiali, la morfologia del territorio e le abitudini migratorie degli animali selvatici.
La presenza del virus rappresenta una seria minaccia non solo per la fauna selvatica, ma anche per l’economia locale, con potenziali impatti negativi sull’attività agricola e zootecnica.
Le misure di controllo, che includono attività di sorveglianza epidemiologica, abbattimento mirato e sensibilizzazione della popolazione, si rivelano insufficienti a contenere l’epidemia, richiedendo un ripensamento delle strategie di gestione e l’adozione di approcci innovativi, come l’utilizzo di vaccini specifici o la sterilizzazione dei maschi per limitare la loro capacità riproduttiva.
La collaborazione tra le diverse istituzioni coinvolte, le autorità sanitarie, gli enti locali e le associazioni di categoria, si configura come elemento imprescindibile per affrontare efficacemente questa emergenza e mitigare i suoi impatti negativi.

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