domenica 15 Marzo 2026

Steward e contrabbando a Orio al Serio: scoperto un giro illecito

Un caso di evasione fiscale e contrabbando, con ramificazioni che si estendono dal settore dell’aviazione a quello della vendita al dettaglio, ha scosso la comunità aeroportuale di Orio al Serio.

L’operazione, condotta dalla Guardia di Finanza di Bergamo, ha portato all’applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora nei confronti di uno steward impiegato da una compagnia aerea low cost, sospettato di aver sistematicamente asportato merce da bordo degli aeromobili per poi rivenderla illegalmente.

L’inchiesta, avviata nel luglio 2024, ha preso il via dall’arresto del titolare di un bar di Bergamo, trovato in possesso di una quantità significativa di sigarette di contrabbando (circa 30 chili) e una modesta quantità di sostanze stupefacenti (45 grammi di cocaina), elemento che suggerisce una rete più ampia di attività illecite.

Le indagini hanno poi esteso l’attenzione a due assistenti di volo, identificati come figure chiave in una sofisticata operazione di appropriazione indebita.
I due assistenti di volo, e successivamente lo steward, sono accusati di aver perpetrato una serie di furti seriali, sottraendo non solo tabacchi manifatturieri destinati all’esportazione extra UE – un’attività che implica una distorsione del mercato e un danno erariale considerevole – ma anche alcolici, profumi e biglietti “gratta e vinci”.

Questa diversificazione nella tipologia della merce sottratta indica una strategia volta a massimizzare il profitto, sfruttando la vulnerabilità intrinseca al sistema di controllo aeroportuale.

Le perquisizioni domiciliari e aziendali hanno portato al sequestro di un ingente patrimonio, comprendente denaro contante di sospetta provenienza illecita, una notevole quantità di tabacco lavorato (circa 30 chili), una considerevole quantità di sigilli doganali evidentemente manomessi (112 unità), prodotti di profumeria, bevande alcoliche e un numero elevato di biglietti “gratta e vinci”.
Particolarmente significativa è stata la confisca di un’autovettura elettrica, utilizzata presumibilmente come deposito mobile e per la distribuzione della merce illecita, evidenziando un’organizzazione criminale che si adatta ai tempi moderni e sfrutta soluzioni innovative per eludere i controlli.

L’operazione sottolinea una problematica strutturale che affligge il settore, ovvero la possibilità per personale interno, presumibilmente motivato da guadagni facili, di sfruttare la propria posizione per commettere reati di contrabbando e appropriazione indebita, con conseguenti ripercussioni economiche e danni all’immagine del sistema aeroportuale.

L’inchiesta è attualmente in corso e si preannuncia la prossima acquisizione di ulteriori elementi che potrebbero portare all’identificazione di altri soggetti coinvolti in questa attività illecita.

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