venerdì 9 Gennaio 2026

Imprenditore senza elicottero: sospesa la licenza per atterraggi non autorizzati

L’ennesimo atterraggio non autorizzato con elicottero sulle piste da sci ha scatenato un’azione decisa da parte dell’Enac, che ha temporaneamente sospeso la licenza di volo a Bortolo Giorgio Oliva, l’imprenditore bresciano di 66 anni al centro della vicenda.
L’episodio, verificatosi sul comprensorio sciistico della Maniva, in provincia di Brescia, ripropone una questione di sicurezza e regolamentazione aerea che si protrae da tempo, evidenziando un’apparente inosservanza delle normative da parte dell’imprenditore.
Bortolo Giorgio Oliva, figura di spicco nel settore dei laminati con la sua azienda Olifer, ereditata dal padre e radicata nel territorio odolese, ha ripetuto la stessa azione – l’atterraggio con elicottero in aree sciistiche – per la terza volta nell’ultimo anno.
Precedenti episodi si erano verificati il 13 dicembre scorso e in data antecedente, ad aprile, nei pressi degli impianti di Madonna di Campiglio, dove l’atto gli era costato una sanzione pecuniaria.
La sospensione della licenza, disposta in via cautelativa, si inquadra in un procedimento più ampio avviato dall’Enac il 18 dicembre, in seguito all’atterraggio del 13 dicembre nelle immediate vicinanze dell’area sciistica, privo delle necessarie autorizzazioni.
L’Ente nazionale per l’aviazione civile motiva la misura con la necessità di salvaguardare la sicurezza aerea e tutelare l’incolumità pubblica.

L’atterraggio non autorizzato costituisce, a loro avviso, una potenziale violazione delle norme di sicurezza aerea, introducendo un elemento di rischio imprevisto e compromettendo la prevedibilità delle operazioni di volo nell’area.
L’atto dell’Enac non si limita a una semplice sanzione pecuniaria, ma mira a interrompere un comportamento che, ripetuto nel tempo, configura una potenziale minaccia per la sicurezza aerea.

Il sorvolo di elicotteri in prossimità di aree densamente popolate, come i comprensori sciistici, richiede una pianificazione e un controllo rigorosi per evitare collisioni o altri incidenti.

La presenza inattesa di un elicottero può alterare i piani di volo di altri velivoli e generare confusione tra i piloti.
La vicenda solleva interrogativi più ampi sul rapporto tra libertà individuale, regolamentazione aerea e responsabilità sociale.

L’azione dell’Enac, pur nella sua severità, si pone come esempio di come le autorità competenti debbano intervenire per garantire la sicurezza collettiva, anche a costo di limitare la libertà di azione di singoli individui.

Il caso Oliva, a questo punto, non è più solo una questione di un imprenditore che desidera sciare con il suo elicottero, ma un campanello d’allarme sulla necessità di una maggiore consapevolezza delle norme e delle responsabilità che gravano su chi opera nel settore aereo.
La questione è destinata a riaprire un dibattito sulla gestione del territorio e l’utilizzo degli spazi aerei, con implicazioni significative per l’industria aeronautica e per la sicurezza delle comunità locali.

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