A febbraio, il tribunale di Lecco avvierà il processo con rito abbreviato nei confronti di Krzysztof Jan Lewandowski, cittadino polacco di 34 anni, accusato di omicidio stradale.
L’udienza si preannuncia densa di implicazioni legali e morali, riguardando la tragica scomparsa di Giorgia Cagliani e Milena Marangon, due giovani donne ventunenni la cui vita è stata spezzata il 20 settembre scorso.
Le due amiche, dirette a una festa paesana a Brivio, sono state investite da un carroattrezzi, la cui guida era affidata a Lewandowski.
La decisione di optare per il rito abbreviato, presentata dalla difesa, rappresenta una svolta rispetto alla precedente disposizione che prevedeva un rinvio a giudizio immediato.
Questa scelta processuale introduce elementi di incertezza e potenzialmente di riduzione della pena, ma non diminuisce in alcun modo la gravità delle responsabilità attribuite all’imputato.
Il capo d’accusa mosso a Lewandowski è di omicidio stradale aggravato, una qualificazione particolarmente severa che riflette la presenza di circostanze attenuanti ed esasperanti.
Tra queste ultime, si pone in primo piano la guida sotto l’influenza di sostanze stupefacenti, nello specifico cannabinoidi.
Sebbene l’uomo affermi di aver consumato cannabis in un’occasione precedente ai fatti, la sua condotta dimostra una pericolosa leggerezza e una mancanza di consapevolezza dei rischi connessi all’assunzione di droghe alla guida.
La presenza di tali sostanze nell’organismo ha compromesso la sua capacità di reagire prontamente e di mantenere il controllo del veicolo, con conseguenze fatali.
Dopo l’arresto e il trasferimento in custodia cautelare, il tribunale ha disposto la revoca della detenzione in carcere, concedendo all’imputato gli arresti domiciliari con applicazione di un braccialetto elettronico.
Questa misura, pur alleviando le condizioni di detenzione, non elimina la gravità del reato e la necessità di un rigoroso accertamento delle responsabilità.
Il caso solleva profonde riflessioni sulla sicurezza stradale, sulla responsabilità individuale e sulle conseguenze devastanti dell’uso di sostanze stupefacenti alla guida.
La tragedia di Giorgia e Milena rappresenta una ferita profonda per l’intera comunità e pone l’urgenza di rafforzare le misure di prevenzione e di contrasto alla guida sotto l’effetto di droghe, al fine di evitare che simili eventi si ripetano.
L’udienza di febbraio si preannuncia un momento cruciale per la giustizia e per la ricerca della verità, in un contesto di profondo dolore e di interrogativi ancora aperti.







